Un milione di anni fa, quando ero giovane, quando avevo tutti i capelli al loro posto e il mio culo non assomigliava ancora alla bandiera del Giappone, si andava in piazza a scioperare almeno una volta a settimana.
Era una specie di disciplina olimpionica.
Ed in piazza si creavano microalleanze che si aprivano e si scioglievano nello spazio […]
Un milione di anni fa, quando ero giovane, quando avevo tutti i capelli al loro posto e il mio culo non assomigliava ancora alla bandiera del Giappone, si andava in piazza a scioperare almeno una volta a settimana.
Era una specie di disciplina olimpionica.
Ed in piazza si creavano microalleanze che si aprivano e si scioglievano nello spazio di una mattina.
E vedevi la FIGC coi Krishna che ballavano e cantavano in uno strano nuvolone rosso e arancio.
E alla fine partivi da Marx e ti ritrovavi al tempio a cambiare il pigiamino alla statua blu di un dio un pò ridicolo.
Scioperavamo contro la Jervolino.
Perchè oggi a Pianura la mondezza ha assunto un aspetto monumentale e la colpa è di Pecoraro (mica di Bassolino o della Jervolino).
Però allora era diverso, e certi personaggi intoccabili eravamo ancora abituati a toccarli.
Ma il punto infondo è un altro.
Noi scioperavamo contro qualcuno o qualcosa che ci aveva fatto girare i coglioni.
Invece oggi c’è nell’aria un malcontento generalizzato che non ha più bisogno di un oggetto per concretizzarsi.
E’ quasi una persona con una propria autonoma volontà; lo porti al parco, fa una pisciatina qua e là e se tiri un osso lo raccatta.
Oggi non si manifesta più contro qualcosa.
Oggi si manifesta e basta.
Prendete i sindacati e l’idea dello sciopero preventivo.
Lo ehm… “sciopero preventivo”.
E’ un pò come se i francesi la rivoluzione l’avessero fatta all’epoca dei Galli quasi per dire “Hey, brutti druidi del cazzo, provate solo a fotterci poi vedete che culo che vve famo…”
E prendete La Sapienza.
I dissidenti fortunatamente hanno vinto e il Papa stamattina rimane a letto con Georg.
Hanno vinto.
Eppure lo sciopero si fa lo stesso; tanto siamo franchi, i futuri dirigenti disoccupati di Lettere un motivo per fare casino volendo lo trovano.
Intendiamoci, io sono perfettamente in linea con i dissidenti. Si tratta solo di mettere in chiaro il problema.
La cosa grave non è la visita del Papa in sè, quanto l’atteggiamento supino della sinistra guelfa per bocca del suo leader Veltroni.
E nessuno che fiati eh?! … Sinistra Arcobaleno se ci sei batti un colpo!
“Date a Cesare ciò che è di Cesare e date a Dio ciò che è di Dio” andava dicendo Cristo quando il marketing si faceva ancora con brevità e buon gusto.
E mi preoccupa quel citrullo di Napolitano che, nella sua lettera, esprime solidarietà a nome di tutti gli italiani.
Perchè fammi capire presidè, noi non saremmo italiani?
Ecco tanti bei motivi per manifestare lo stesso.
E poi ovviamente c’è la manipolazione mediatica.
Un pò tutti i media denunciano un atteggiamento fascio nei confronti di Joseph, che era ansiosa di articolare la sua senilità in un bel discorso ai futuri marchettari del 2000 e che ora dovrà consolarsi con una passeggiata in girello alla Cappella Sistina.
Anzi no… a dire il vero il discorsetto trova sempre il modo di rifilarcelo.
Questa è mistificazione bella e buona.
Ratzinger era stato invitato per officiare una funzione, per dire la messa ed innaugurare la cappella ristrutturata.
Mica era stato invitato per parlare di teologia…
Non dovessi lavorare, andrei volentieri sotto la Minerva (tiè!) a scattare due foto, a gustarmi qualche molotov e a sentire il parere della gente, a rimorchiarmi qualche professore.
Certo, per i miei gusti gli studentelli so un pò troppo giovani… ma nun se sa mai…
A proposito, quanto tempo che non mi faccio na trombata come se deve!


4 Comments
Ma come? Io pensavo che fossi itaGliano e che non vedessi l’ora di andare a manifestare solidarietà alla Josephine domenica prossima!
Che poi devo decidere ancora quale sia stata la paraculata più grande: quella del ritiro di oggi o quella della chiamata a raccolta per domenica prossima. Come sei poi piazza San Pietro non fosse piena tutte le domeniche.
Si infatti si potrebbe dire che La Sapienza è occupata una volta a settimana ma S.Pietro è in mobilitazione permanente dal 325 DC.
E hai visto che fior fior di rivoluzionari che abbiamo?
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