Il trattamento subito da Nessuno nasce gay ad opera di Criptolelle, come i più acuti avranno intuito un blog su cui confluiscono un certo numero di cripto-naute, è brutale.
Non so se è cripto-lello ma certo è parecchio cripto-fascio.
Eh si cara Marzia, la frase “Far chiudere questo blog omofobo” è un parlare da fascistaccia che tte possino!
Siamo in un paese quasi libero, dove il Reggiano lo fai un pò con quello che capita, dove in parlamento ci vai indifferentemente col cilicio o con PitoPito e dove i cassonetti in fiamme a Pianura brillano più a lungo delle luci di Natale.
In un paese così, per quel che riguarda il blog omofobo, sentiti libera di esprimere il tuo dissenso non leggendolo oppure dicendo la tua in modo civile.
E ora due parole sulla cripto-checcagine, la vera nemica secolare del movimento gay!
Premessa:
Dio non esiste.
Babbo Natale non esiste.
Quella col collo rotto nel caminetto era vostra nonna, non la befana; inoltre le stimmate sulle mani di padre Pio vi illustrano solo quello che succede a forza di seghe subito prima di diventare ciechi.
Cristo non c’entra nulla, non è così stronza da sparare sulle mani degli amici.
Nessuno nasce gay è un titolo stupendo.
Nessuno nasce gay prende Dio e lo getta giù dalle scale perchè siamo franchi… sul pianerottolo non c’è spazio per tutti e due, per noi e per sua Cazzità.
Beh ovviamente il blogger incriminato, dal presuntuoso pseudonimo di Veritas, è arroccato su posizioni diverse e persegue la linea politica dell’”in medio veritas”, un tempo Forlana, oggi Prodiana.
No caro Veritas, in medio c’è la mediocrità, non la verità! Questa nerchia ha fatto l’università, non mi freghi!
E ora alle considerazioni serie che voglio introdurre via via con uno stralcio dei commenti di Imogene che ho trovato significativi (la versione integrale la trovate qui).
Se anche solo per un istante pensassi di aver scelto io… mi darei della cretina per essermi cagionata - per un tot di tempo - inutili sofferenze, per essermi privata dell’adolescenza e quant’altro e per essermi creata una fila di complicazioni.
Dal mio punto di vista, inoltre, mi auguro che i transessuali ci nascano tali, perché pensare di ficcarsi in un simile travaglio per scelta mi sa di masochismo al cubo. […]
A seguito della mia esperienza di vita dico e sostengo (col senno di poi) che lesbica ci sono nata.
L’unica scelta che ho fatto è stata quella di accettare questa cosa e di viverla nel miglior modo possibile perché, come sappiamo, vivere la propria omosessualità qualche complicazione la crea.
La frase si commenta un pò da se e chiarisce che “Criptolelle” non è necessariamente un titolo ironico.
Invece l’idea di una scelta completamente libera da condizionamenti è una panzana.
La libertà di scelta incondizionata è un prodotto commerciale come il BigMac.
Serve a camuffare la sequela di bisogni indotti di cui il sistema produttivo occidentale ha bisogno per sopravviversi.
Oh certo… anche noi facciamo parte di questo sistema e abbiamo bisogno di desideri… migliaia di desideri!
Tanto che potremmo raccontare la nostra esistenza semplicemente mettendo tutti questi desideri in fila indiana.
E per lo più questo è tutto quello che il cinema, la musica e la letteratura dei giorni nostri si accontentano di fare.
E se ci pensate un pò, la svalutazione che la nozione di desiderio subisce in pressochè tutte la culture extraoccidentali dovrebbe dircela lunga su questo punto.
Ma naturalmente i froci fanno buddismo solo perchè lo fa Madonna, prima e dopo fanno consumismo.
Scegliere è assecondare il proprio desiderio. Oppure scegliere di reprimerlo. Tutto quà.
E quando Mr X si è preso una tranva per Mr Y lo ha fatto perchè sentiva il desiderio di farlo; perchè magari a un anno aveva sbirciato il pisello di papà; perchè dopo la convivenza con sua madre, col cazzo che se mette un’altra donna in casa!; perchè a 8 mesi era caduto dal seggiolone e gli era finito in culo lo scopettone…
Ci sono desideri che nella vita non domiamo mai e che alla fine sono più grandi di noi, e ci portano alla tomba in tonfi, piroette, aids e altre micro-catastrofi.
Io non penso che dire che l’omosessualità sia una scelta ci danneggi, perché non ho mai fatto ragionamenti opportunistici. Ho sempre e solo parlato della mia esperienza. Ho letto. Ho sentito interviste. Ho ascoltato altre persone. Ma non mi sono mai messa a pensare a quale teoria ci potesse aiutare di più. Anche perché fondamentalmente non mi interessa che mi si dica se lsb ci sono nata o meno, perché non sono gli altri che me lo possono dire.
E qui invece è colpa mia.
Io do sempre per scontato che ai gay interessi la propria piena cittadinanza, che siano disposti a lottare per i propri diritti, che siano un pò come dire… militia cazzi.
Invece la realtà è molto più complessa e stratificata.
Molte persone, come Imogene per esempio, vogliono solo vivere tranquillamente e sono ancora convinte che la propria sessualità sia una cosa privata.
Ecco, dovremmo tentare di portare queste persone dalla nostra parte, dovremmo insegnare ai pargoli a considerare le cose nel loro contesto storico e sociale (il mio paternalismo sa essere rivoltante).
Perchè invece io mi incazzo subito e li prenderei tutti a calci in bocca? ![]()
Vabbè, prometto di essere bravo, e nel post di domani vi racconto di qualche cosa che ho letto riguardo alla “sessualità”, una parola pare apparsa nel nostro vocabolario molto di recente… lo sapevate?
Spingitori di cavalieri!
Kaletra educational, la nuova sezione la chiamo così!.



25 Comments
fede, sei sempre così stressantemente politico. Un tempo pensavo di essere un militante cacacazzi di buona intelligenza. Da quando ho avuto il piacere di incontrarti, mi sono reso conto di essere un po’ più stupido, ma anche notevolmente meno scalmanato di… altri!
Buon tutto, comunque, come al solito dici cose interessanti anche se il tuo periodare ellittico stressa il lettore.
Mah…io ci litigai diversi mesi fa, dopodichè, chiudendo, sperai di non sentirne più parlare invece a quanto pare,toccando un tasto dolente, ha tirato via diverse ridicole ragnatele.
Insomma: sembra abbia fatto centro.
Questo sicuramente, visto il dibattito che è riuscito a far metter su intorno al suo blog glielo si deve. (e dico “a far metter” e non ” a metter” perchè i suoi post inizialmente erano affermazioni lapidarie ed assolute che non solo non lasciavano spazio ad alcun contraddittorio, ma rasentavano la patologia e l’ossessività di chi debba ripetersi qualcosa per convincere sè, ancor prima degli altri, di quello che dice).
Comunque una volta lo beccai in chat. Ovviamente lui non poteva sapere chi fossi, il che mi avrebbe permessodi fare una chiacchierata pulita e priva delle ostilità che mi aveva mostrato in altra sede.
Gli chiesi delucidazioni in merito alla sua “iniziativa”, del perchè gli stessero a cuore queste questioni. Mi parlò del fratello.
Una prima cosa che mi sconvolse fu il fatto che lui, con la sua teoria, sostenesse di combattere l’omofobia perchè, mi disse, se uno riesce a dimostrare che esser gay è una scelta, l’omofobo non ha motivo di accanirsi contro di te. Come a dire che tutte le altre categorie discriminate che invece senza ombra di dubbio appartengono a quella categoria per nascita e non per scelta (vedi persone di pelle non bianca, vedi ebrei) son stati per questo storicamente perseguitati giustamente.
E già questa è una cosa che trovo alquanto aberrante.
Seconda cosa: uno non può fare di una ricerca mirata e di parte una verità statistica…mettersi in una chat (che, senza voler fare della stupida morale che non mi appartiene, anche perchè ogni tanto in chat ci passo anche io, già di per sè è un microcosmo dove, diciamocelo, girano una marea di casi umani, di gente non pienamente accettata, di preti e uomoni sposati in cerca di sveltina) e selezionare i personaggi e le testimonianze che fanno più comodo è un pò una presa per il culo, se non altro perchè la chat non non rappresenta in toto la realtà gay ma solo una parte di essa, talvolta, come nei casi citati, quella che più ha difficoltà a rapportarsi con il resto del mondo, gay e non, perciò e normale che su 100 persone un buon 70 percento, peraltro accuratamente selezionato dal suddetto blogger, tiri fuori ituazioni allucinanti.
Non metto invece in dubbio che le testimonianze riportate siano veritiere e trascritte fedelmente.
La discussione ha poi preso direzioni del tutto immaginabili visto le larghe premesse…rispetto a difficili questioni didiritti civili, bioetica, di omogenitorialità ma anche generalmente di genitorialità (abbiamo parlato anche di adozione, senza nessun accenno all’omosessualità, e anche qui le posizioni in merito el personaggio mi hanno lasciato alquanto interdetto). Insomma: non ci si pigliava proprio.
Poi, visto che tu qui parli fra l’altro di libertà di parola, sulla gestione di quel blog e dei commenti avrei fra l’altro qualche riserva. Ma non voglio riaprire qui flames che per fortuna ho sepolto mesi fa dopo aver notato che portavano solo ed esclusivamente a vicoli ciechi.
P.S. So un rompicazzi, lo so…ma a me sti feeds proprio non mi funzionano. L’ “iscrizione” sembraessere andata a buon fine ma gli aggiornamenti proprio non mi arrivano :/
E beh ma io non sono certo d’accordo con il messale di Veritas.
Lui vuole dimostrare una tesi, e dunque scomoda tutto un impianto di dati ed intuizioni per farlo.
E’ più o meno quello che fa la scienza.
Solo che gli scenziati, che sono più pudici di Veritas, provano sempre a dissimulare.
Insisto però: il problema principale dei gay è il disimpegno dei gay, non il blog omofobo, la chiesa o Forza Nuova.
Invece trovo interessantissimo quello che dici qui:
“Come a dire che tutte le altre categorie discriminate che invece senza ombra di dubbio appartengono a quella categoria per nascita e non per scelta (vedi persone di pelle non bianca, vedi ebrei) son stati per questo storicamente perseguitati giustamente.
E già questa è una cosa che trovo alquanto aberrante.”
Per quel che riguarda il feed non riesco a capire bene… cosa usi per accederci?
Per i feed uso Google Reader…comunque se non si risolve mi faccio un fiocco gigantesco e torno a trovarti comunque, era solo una questione di comodità.
Per il resto abbi pazienza: vogliamo lasciar perdere la discussione sui contenuti su cui forse siamo d’accordo e spostarci sul piano del “modo di”? Ok: per confutare una tesi bisogna fare studi in merito, portare delle prove o fare un certo numero di esperienze, esattamente come fa la scienza (e non mi pare ve l’atteggiamento di Veritas sia molto scientifico come tu dici). Per dimostrare una la verità di un’affermazione non basta ripeterla pedissequamente in maniera patologicamente ossessiva. In quel caso uno dimostra solo di necessitare urgentemente di TSO.
Fra l’altro ripeto: io non metto in dubbio la triste veridicità delle testimonianze riportate. Il problema è che esse vengono accuratamente selezionate così come le cose che vuole sentirsi dire.
Quando ad esempio gli raccontai di ricordidella mia omosessualità già ai tempi dell’infanzia mi disse che era impossibile troncando di netto la conversazione. Al che mi sono detto “ma come? Io che in qualche modo ho esperienza (al contrario di te) di quello di cui tu parli e che ti sto portando una mia testimonianza mi devo sentir dare gratuitamente del bugiardo?”. E’ da quel momento che ho capito che non aveva nessun senso continuare alcuna discussione.
Quanto al disimpegno gay son perfettamente d’accordo con te, anche se ciò non mette in secondo piano la pericolosità degli altri soggetti cui accenni anche se è pur vero che forse se la comunità gay, ancor prima del “movimento”, fosse stata compatta nelle sue mosse, nelle sue scelte e, ancor prima, nel rivendicare i propri diritti, forse certe logiche e certi meccanismi di cui finiamo talvolta vittima ad opera dei soggetti di cui sopra ora sarebbero largaente ridimensionati.
E se vogliamo il discorso è pure generalizzabile alle più generiche questioni di laicità. Alla fine dobbiamo anche smetterla di biasimare la Chiesa, il papa e tutto l’ambaradam perchè fan quello che son chiamati a fare. Ingerenza c’è dove ingerenza è permessa, in fondo l’Italia non è l’unico paese cattolico sulla faccia della terra e la questione dell’enclave è ormai un fatto puramente geografico. Al riguardo dovremmo iniziare a prendere a calci in culo politici e giornalisti così come, tornando al nostro piccolo (?) microcosmo frocio a me vien da far saltare tutti i denti a chi si permette di darmi del baraccone, della capra o, cosa che deve far sentire moooolto migliore rispetto alla loro presunta media questo sottogenere, del ghettizzato.
Poi un attimo prima di chiedergli di partecipare in prima persona se non si sentono rappresentati dagli altri, mi rendo conto che il più delle volte è gente che non saprebbe rappresentare neanche se stessa.
Scusa la logorrea, è la seconda volta che ti impesto il blog in una giornata…
Giuro che dal vivo son più tranquillo!
FEDERICO: a parte che ancora ti aspetto di là dopo averti risposto… per il resto… tu manco mi conosci, quindi non puoi sapere se io voglio vivere solo tranquilla e basta. Non sai niente di me. E nemmeno delle altre ragazze che postano su criptolelle. Tra l’altro, molte non hanno condiviso la proposta dell’autrice del post (cioè di far chiudere il blog): hai fatto di ogni erba un fascio. Quanto ai miei commenti… chi vuole leggerli per intero sa dove trovarli. Estrapolare a volte fa comodo. E comunque resta valido quello che ho già ripetuto più volte: non ho la verità in tasca (come pretende di avere Veritas79), io porto solo la mia piccola esperienza di vita.
ANDREW: ciao! Non ci si sente da un po’! La mia esperienza con Veritas79 è identica alla tua (ma credo che valga più o meno per tutti quelli che hanno provato a confrontarsi con lui): non ci si può parlare. Se quello che gli dici (parlando per esperienza diretta) non è quello che vuole sentirsi dire… non c’è verso. Le esperienze raccolte da lui sono le uniche valide, vere, sincere.
x Imogene:
Ti avevo spiegato bene la mia posizione e non pensavo fosse il caso di proseguire con una polemica infinita.
Non volevo essere scortese.
E’ verissimo, non ti conosco.
L’argomento del post infatti non è Imogene, ma la difesa della libertà di pensiero di tutti, anche della tua.
Ho estrapolato, per esigenze di brevità, stralci di ciò che mi hai scritto perchè penso siano indicativi di un atteggiamento molto diffuso, generale (che non è la stessa cosa di fare di tutta l’erba un fascio).
Ho linkato ai tuoi commenti completi e chi è interessato a ciò che sostiene Imogene, se li andrà a leggere per intero.
Ma insisto, il post non verte su di te.
Su cosa verte?
La libertà di parola è un bene di tutti e soprattutto delle minoranze.
Va tutelata sempre perchè arriverà il giorno in cui qualcuno più forte di noi verrà a tapparci la bocca.
Il vero ostacolo sulla via del conseguimento dei nostri diritti è l’immaturità e/o l’inerzia politica di moltissimi omosessuali, spesso accompagnata ad un atteggiamento vittimistico o autocolpevolizzante.
E ancora più spesso si accompagna all’idea che non siamo noi (ma ad esempio Dio, cioè la Natura) i fautori di un destino che ci fa soffrire e che volentieri respingeremmo se potessimo.
Invece se tu soffri, cara Imogene, la colpa non è nè tua nè della Natura.
La responsabilità è di un sistema sociale ingiusto che è possibile ed opportuno cambiare.
Non è in ogni caso colpa del blog omofobo.
E’ una fase in cui bene o male siamo passati tutti quando eravamo piccolini (e penso dunque tu sia ancora molto giovane).
.
Con l’età si acquisisce autostima (pride), anche se per lo più immotivatamente
FEDERICO: ho 37 anni. Sarebbe stato carino, prima di pubblicare qui stralci del mio ultimo commento, rispondermi di là, visto che comunque ti avevo posto delle questioni. Con “fare di ogni erba un fascio” intendevo dire che non puoi sostenere che i contenuti di un post siano da attribuire a questa entità astratta che si chiama Criptolelle. I contenuti di un post sono dell’autrice del post. Non vi è pensiero unico nel nostro blog. Nella fattispecie, alcune Condomine si sono dichiarate contrarie alla chiusura del blog di Veritas79, quindi il tuo post è fuorviante in questo senso, lasciando credere che tutte, non una esclusa, abbiamo condiviso l’idea dell’autrice del post.
Per quanto riguarda me (i miei commenti, che hai ripreso, riguardavano la mia esperienza, non la chiusura del famigerato blog), non mi sembra di aver dato la colpa a Dio o chi per esso. So benissimo che la colpa delle varie complicazioni che ci tocca affrontare (chi più, chi meno) è della società, delle culture, delle religioni e anche di chi - come Veritas79 - finge di essere dalla nostra parte per poi negarci dei diritti. Io ho sofferto soprattutto prima di capire chi fossi, nella fase di accettazione e quando non riuscivo a dirlo a genitori e sorella. Ora, come tutti, soffro per amore quando vengo lasciata, per il resto… ci sono sempre alcune complicazioni che gli etero non hanno, ma nulla che mi faccia stare male. Non mi vittimizzo, né autocolpevolizzo. Ho avuto dei travagli, come la stragrande maggioranza degli omosessuali quando si scoprono tali. Tutto lì.
Tu, scusa se mi permetto, hai un lato che ti accomuna a Veritas79: chi non è come te, non sostiene la tua tesi, non si batte alla tua stessa maniera… allora non va bene.
Va bene allora faccio errata corrige se vuoi.
“Masochismo al cubo”, “un simile travaglio”, “essermi privata dell’adolescenza”… non sono espressioni vittimistiche.
“Non sono gli altri che me lo possono dire”, “non ho mai fatto considerazioni opportunistiche”, “non mi sono mai messa a pensare a quale teoria potesse aiutarci di più”… non sono indici di immaturità politica.
“Essere trans è scoprirsi imprigionato in un corpo non proprio. Prigionia. Negativo. Imposizione. Non volontà. Nessuna scelta.”… non indica un determinismo agghiacciante e non sposta la responsabilità dalla società alla natura.
Così va meglio?
Questo è il mio blog, come vedi il mio pseudonimo non è “Veritas”.
Qui puoi trovare un conglomerato disordinato di miei pensieri e di mie verità.
Ed è per questo che non ne parlo su criptolelle, per evitare di stare a scrivere sempre “secondo me”.
Sei liberissima di non essere d’accordo e io sono liberissimo di dire quello che voglio.
Sul mio blog c’è libertà totale per tutti, anche per te e per Veritas.
PS. L’articolo di Marzia è stato pubblicato su Criptolelle, mica sul Manifesto… Inoltre, sempre su Criptolelle, ho letto svariati commenti a mio avviso allucinanti.
Non mi pento minimamente di aver preso quel blog ad esempio.
FEDERICO: l’autrice del post è blacktear (che non mi risulta sia il nick di Marzia, ma magari non sono aggiornata), Marzia ha lasciato un commento. Tra i commenti ce ne saranno forse di (secondo te) allucinanti, ma ce ne sono anche di contrari alla richiesta formulata nel post; ergo, non puoi dire che le Condomine in corpore la pensino come blacktear. Blacktear ha espresso la propria opinione, alcune sono state d’accordo con lei, altre no, altre ni. Sulle reciproche libertà (tua e mia) di dire e dissentire, non ho mai detto alcunché, anzi! E lo stesso vale su Criptolelle. Quando una Condomina posta, posta la propria opinione, non quella di tutte (infatti spesso siamo in disaccordo ed è bello così).
Le opinioni che ti sei fatto di me te le lascio, ti ho spiegato cosa intendevo… più di così… io so come sono, cosiccome lo sanno quelli che mi conoscono.
Ti interpello solo sui transessuali: se un uomo o una donna sono transessuali secondo te la responsabilità è della società??? Spiegami meglio ‘sto punto per favore. La società al max è responsabile della discriminazione dei transessuali e quant’altro, ma non credo si possa dire che la società sia responsabile del loro essere quello che sono. Io ho solo detto che - in particolare per i transessuali - mi riesce difficile ravvisarci una libera scelta, come quella sul colore dei calzini da mettersi al mattino. Di fronte al cammino che si trovano ad intraprendere, alle trasformazioni fisiche, eccetera, mi sembra riduttivo parlare di scelta, quasi fosse un capriccio. Uno si alza al mattino e dice “Oh, oggi mi sento donna e scelgo di essere donna!”. Per affrontare un simile percorso, che non credo sia proprio una passeggiata di salute, ci vuole una forza immensa. Una forza che si può solo avere se si È transessuali.
Estrapolo anche io dal mio commento su Criptolelle:
“Ma non mi sono mai messa a pensare a quale teoria ci potesse aiutare di più. Anche perché fondamentalmente non mi interessa che mi si dica se lsb ci sono nata o meno, perché non sono gli altri che me lo possono dire. Conta quello che sento io perché l’ho vissuto sulla mia pelle. Secondo me l’unica cosa che a lungo termine può aiutare davvero gli omosessuali è che loro stessi si aiutino facendo il maggior numero di coming out possibili. Rivelandosi alle persone che li apprezzano, familiari amici colleghi conoscenti, e mostrando al mondo che la maggior parte degli stereotipi sono anacronistici.”
http://www.splinder.com/myblog/comment/list/15353670#cid-41472479
Precisazione, tanto per far capire che il mio non era vittimismo. Io sarei ben felice di disporre della macchina del tempo: tornei all’età dei tormenti e mi darei subito la risposta… Imo, sei lesbica! Taglia la testa al toro! Accetta subito! Non perdere anni della tua vita inutilmente!
Ah… se avessi avuto internet a metà degli anni ‘80!! E invece non c’era. E io non sapevo. Non capivo. Non avevo parole né spiegazioni per quello che sentivo.
Io non rinnego!!! Anzi! Avrei voluto avere i mezzi per arrivare prima all’accettazione della mia omosessualità. La società qualche complicazione me l’avrebbe fatta trovare comunque, ma io avrei guadagnato qualche anno e soprattutto ne avrei guadagnato in salute (visto che certi malesseri che mi sono trascinata erano dovuti al mio barcamenarmi in una presunta eterosessualità).
Premetto ho amiche transessuali.
Ho ad esempio amiche transessuali lesbiche che hanno fatto avanti e indietro per anni prima di scegliere la forma che più sentivano autentica rispetto al proprio sentire.
Nascere uomo o donna è, in termini fisiologici, una cosa naturale.
I tratti che attribuiamo a uomini e donne invece no, sono dati culturali e come tali vengono appresi e sono oggetto di scelte a tutti i livelli.
Li si può contestare, li si può commentare, possono diventare oggetto di odio o di interesse sessuale…
In molte culture ad esempio africane sono gli uomini che si truccano e che sono vanitosi, non le donne. Lì una transessuale uomo > donna (MtoF), per sentirsi a suo agio, andrebbe in giro struccata, camionara e senza piume.
E questo è per l’appunto ciò che accade nel corso di alcuni rituali di travestimento (il Naven ad esempio).
Ti dirò di più, in nord africa le transessuali non esistono.
Se fosse una cosa naturale, esisterebbero dovunque no?
Invece in nord africa non esistono ma ad esempio tra i Cheyenne si (i “contrari” cheyenne sono un pò simili a delle trans, non fosse che parlano e camminano al contrario….)
Dunque diciamo che un conto è essere uomo o donna (nati col corpo di un uomo o di una donna), un conto è essere maschio o femmina (ovvero coprire il ruolo di maschio o di femmina nella società).
Non è corretto dire che una trans è una donna intrappolata in un corpo di un uomo.
Una trans è un uomo biologico che aspira alla femminilità oppure una donna biologica che aspira alla mascolinità.
Ovvero un teoricamente maschio che vuole essere femmina o una teoricamente femmina che vuole essere maschio.
E siccome lo “vuole”, ovviamente stiamo parlando di una scelta, di dire si o no ad un desiderio.
Inoltre bisogna aggiungere che alcune transessuali assumono i caratteri esteriori del sesso opposto, perchè in questo modo riescono ad appagare le proprie aspirazioni più intime.
Ma molte altre rimangono ad uno stato intermedio perchè non si sentono per niente femmine e per niente maschi, si sentono trans e vogliono far parte di un terzo sesso.
Quindi l’idea di base è che l’identità sessuale (maschio o femmina, non uomo o donna) e la preferenza sessuale (etero, gay o lesbica) sono opzioni che uno può abbracciare magari in modo sofferto, ma liberamente e senza costrizioni.
Oggi sono donna e mi piacciono gli uomini.
Domani sono donna e mi piacciono le donne.
E poi ricordiamoci degli ermafroditi.
Lì, vista l’assenza di predeterminazione genetica, non c’è proprio dubbio che la preferenza sessuale sia una scelta no?
FEDERICO: ma la domanda era…se un uomo o una donna sono transessuali secondo te la responsabilità è della società??? (e l’ho posta in base a ciò che tu avevi scritto)
Riprendo poi un passaggio dall’ultimo commento: “Ho ad esempio amiche transessuali lesbiche che hanno fatto avanti e indietro per anni prima di scegliere la forma che più sentivano autentica rispetto al proprio sentire.” - La forma che SENTIVANO autentica. Ecco… sentivano… qualcosa dentro c’è, quindi. Qualcosa di istintivo! Talmente forte e importante da farti passare sopra un tot di cose pur di essere vissuto (nel mio caso le famose complicazioni, nel caso dei transessuali ev. operazioni, ecc.).
E poi: “E siccome lo “vuole”, ovviamente stiamo parlando di una scelta, di dire si o no ad un desiderio.” - A me sembra la stessa cosa che dico io. Si sceglie non di essere, ma di dar seguito a ciò che si sente di essere.
E ancora: “Oggi sono donna e mi piacciono gli uomini.
Domani sono donna e mi piacciono le donne.” - Io ci vedo della bisessualità qui, non la transessualità.
E per finire: “Lì, vista l’assenza di predeterminazione genetica, non c’è proprio dubbio che la preferenza sessuale sia una scelta no?” - Scelta in base al tempo? All’umore? Secondo me è una scelta in base a ciò che si sente dentro. E nella maggior parte dei casi si sente una sola cosa. Perché è vero che esistono casi di “pendolarismo”, ma non sono la regola, sono una minoranza nella minoranza. Anche io sono stata “pendolare”, ma perché non ero in chiaro.
Certo certo è una scelta in base a quello che senti dentro.
D’altra parte però tutte le scelte sono così.
Scegliere, se ci pensi, vuole dire questo, seguire quello che senti dentro oppure reprimerlo.
A te piace un quadro o un vestito perchè hai elaborato, nel corso degli anni e per via delle tue esperienze, certi gusti e non altri.
Puoi scegliere di comprarlo oppure puoi scegliere di non comprarlo.
E la tua scelta è condizionata dai tuoi gusti, e i tuoi gusti dall’ambiente in cui hai vissuto.
Non esistono scelte incondizionate.
Allo stesso modo la femminilità e la mascolinità sono un insieme di atteggiamenti e di valori che si acquisiscono, che si apprendono e si trasmettono. E variano da cultura a cultura.
Se fossero “naturali”, connaturati nell’uomo, dovrebbero essere sempre più o meno gli stessi ovunque.
Invece sono variabilissimi.
Ti dico questo perchè, avendo studiato antropologia, mi sono trovato molto spesso ad avere a che fare con questi paradossi.
Addirittura, in alcune culture, durante il parto è l’uomo che simula le doglie mentre la moglie se la cava alla bene e meglio nello sgabbuzzino…
Si nasce uomini o donne ma poi è la cultura in cui vivi, non la natura, a stabilire le regole che definiscono ciò che è maschile e ciò che è femminile.
Ti faccio l’esempio concreto di Helena, la trovi su http://www.helenavelena.com, a cui sono sempre piaciute le donne, e che, a varie riprese ha fatto un percorso di transizione, pur rimanendo eterosessuale dal punto di vista della preferenza sessuale.
Riguardo agli ermafroditi volevo solo dire che, essendo fisiologicamente donne e uomini allo stesso tempo, è evidente che la loro preferenza sessuale non può dipendere da un discorso fisico visto che sembra la natura li abbia predisposti per essere bisessuali.
Invece molto spesso non lo sono.
E appunto alcuni studiosi hanno ipotizzato che all’origine siamo tutti bisessuali.
A partire da questa situazione di indeterminatezza, in base al sistema di valori con cui entriamo in contatto e alle nostre esperienze di vita, scegliamo di specializzarci.
Quel blog non è omofobo (dell’omofobia prende a prestito tutti pregiudizi), è semplicemente ottuso, così come è impossibile ogni dialogo con le perentorie affermazioni dell’autore, che fra l’altro sono sempre in evoluzione e si arricchiscono sempre più di spunti che sarebbero di vera comicità, se non fosse che il poveretto è a quanto pare uno che insegna invece di fare cabaret. Chiuderlo sarebbe soltanto un regalo all’intelligenza, che vorrebbe che si ci sia libertà di parola, ma che l’idiozia venisse messa da parte prima che faccia danni, e purtroppo in un sistema fragile ma potente come è la rete, le idee bislacche e pericolose sono quelle che vanno per la maggiore e che si consolidano purtroppo perfino nella realtà.
Si sono d’accordo con te e penso che piuttosto che demolire le tesi di Veritas e del suo blog sia il caso di esaminare le nostre di idee, spesso anche loro pregiudiziali.
C’è molta confusione sopra e sotto il cielo come diceva la buonanima (= Confucio)!
Confusione tra trans e transgender.
Confusione circa cosa sia essere gay e cosa essere bisex.
Riguardo alla storia del movimento, a cosa sia stato Stonewall, a chi siano Vidal, Harraway, Consoli, Mieli, Pasolini, Bellezza, il Queercore, il Fuori, Tatchell e Outrage…
E c’è ancora più confusione riguardo a temi come l’AIDS di cui io, pur essendo sieropositivo, tendo a scrivere poco.
Nei prossimi giorni, oltre a scrivere di politica, vedrò di dedicare uno spazietto anche alla parte “educational”.
E vedrò di rimediare anche rispetto all’hiv, visto che i discorsi che sento ultimamente da parte di giovanissime ed infoiate “nuove leve” mi preoccupano moltissimo.
Volevo aggiungere una cosa. Forse pochi conoscono questi termini che usiamo noi lesbiche.
Non conosco queste ragazze di cui parli, ma so che il termine criptolella, di cui si ispira in titolo di quel blog, è un termine attribuito ad una categoria di lesbiche. Ovvero un certo tipo di lesbiche che si nasconde, o meglio, sono quelle donne a cui piacciono le donne e frequentano donne ma che si credono etero e si autodefiniscono tali.
Infatti “lella” sta per “lesbica e “cripto” sta per criptare, ovvero nascondere.
Credo che la scelta di questo nome per il blog sia scherzosa.
Ora, se quelle ragazze hanno tanto da ridire contro il blog “nonsinascegay”, è perchè il blogger in questione sostiene e supporta le religiose terapie riparative dell’omosessualità, e ha specificato più volte, nonostante l’APA e l’OMS hanno studiato e stabilito il contrario, che l’omosessualità è uno stato anormale della persona, un disordine psicologico. Sostiene che quindi l’omosessualità sia una scelta e per di più errata, anormale.
Crede che l’omosessualità si contagi provandola. Una volta ho letto in un suo commento dove diceva che non voleva provare rapporti con un uomo perchè potrebbero piacergli (e quindi diventare omosessuale).
Quindi, a causa di queste divergenze di opinioni, ecco perchè quelle ragazze sono arrivate a scrivere “facciamo chiudere questo blog omofobo”.
Anche io non concordo, soprattutto perchè sono a favore della libertà di pensiero. E credo che anche una persona come Veritas 79 debba averla.
La mia preoccupazione è che però le sue idee influenzino negativamente qualche omosessuale che non accetta la sua omosessualità. E potrebberlo quindi portarlo a credere in false speranze, e a farl ostare ancora più male.
Ora, d’accordo o non d’accordo, omosessuali non si diventa, ma non si nasce neanche perchè non è genetica. L’APA e OMS sostengono che l’orientamento sessuale sia naturale, sia se omo sia se etero, e che si sviluppi nella maggior parte dei casi quando si sviluppa la sessualità di un/a ragazzo/a ovvero nell’adolescenza.
Per questo sostengono che non è una scelta, e che quindi non si può diventarlo dopo aver provato un rapporto omosessuale, nè in base a traumi o cattive esperienze.
Le terapie riparative sono infatti bocciate a priori, visto che non si parla di malattia non si può parlare di cura. E anche perchè queste terapie hanno alla base una morale e una finalità religiosa.
Quindi concordo con il commento di imogene. Sentire attrazione e sentimenti per l’uno o l’altro sesso non è una scelta della persona. Una scelta è accettare questa attrazione o viceversa continuare a combatterla inutilmente (cosa che secondo me fa Veritas da molti anni, un eterosessuale stranamente ateo ma ossessionato dall’omosessualità e dalla voglia di farli guarire)
Ma come si fa a dare la propria solidarietà a un emerito coglione; guarda vatti pure a nascondere sono gli individui come te che portano indietro qualsiasi tentativo della nostra causa di ottenere pari diritti come tutti gli altri cittadini!
Io ringo sono un militante.
Lo sono da anni, lo sono tutti i giorni, lo sono più di moltissimi altri.
Quando si tratta di mobilitarmi contro la carfagna sono il primo a scendere in piazza, ad aggredirla sul mio blog e quant’altro.
Quando si tratta di tappare la bocca a un blogger, qualunque blogger, io non ci sto.
Lo stipendio della ministra lo paghi tu coi tuoi soldi e la ministra amministra i tuoi soldi.
Veritas no; esprime la sua opinione che tu sei libero di non condividere, di correggere, di non leggere.
Te lo dico chiaramente, se il movimento combatte contro la libertà di parola io sono contro il movimento.
STI CAZZI IL MOVIMENTO.
Come puoi chiedere diritti tugliendo agli altri il diritto di esprimere il proprio pensiero?
Il diffondere odio e pregiudizio anti-gay non può essere può essere confuso col diritto d’espressione.
Apri un blog in cui diffami e argomenti contro una qualsiasi minoranza etnica, se denunciano i contenuti in meno di due secondi ti chiudono il blog e vieni pure indagato, invece pare che sull’omosessualità uno possa dire qualsiasi bestialità che una cospicua fetta della popolazione lo ritiene legittimo, anzi lo difende pure e magari rincara pure la dose
A me pare che tu risponda al pregiudizio con il pregiudizio.
Con il piu’ ipocrita dei pregiudizi a dire il vero, il politically correct cui evidentemente questo blog NON SI UNIFORMA.
La cosa che non comprendi e’ che la misura della liberta’ di parola non puo’ essere il comune senso del pudore.
E’ proprio la morale pubblica che legittima privilegi e le discriminazioni e la trasgressione sistematica di questo codice etico e’ appunto una pratica di liberta’ (e non per esempio una carnevalata).
In questo senso, diciamo in senso anarchico, il frocio piu’ lurido, piu’ reietto, piu’ osceno e piu’ contro e’ anche il frocio migliore di tutti.
Ricorda in fine che siamo noi la minoranza, non veritas.
Da questo discende logicamente che se proprio valesse la regola per cui e’ il comune senso della decenza a decidere cio’ che e’ dicibile e cio’ che non lo e’, saremmo noi ad essere censurati, non veritas.
Non vedo alcun contro pregiudizio in quanto detto da Ringo, ha semplicemente detto che c’è un limite tra fomento, giustificazione dell’odio e del pregiudizio e il diritto d’espressione. Secondo il tuo metro allora anche il revisionismo storico è un diritto come tutti gli altri di dire come la penso, ma allora persino l’insulto, a questo punto, diventerebbe un semplice opinione esprimibile in tutti i casi.
Puoi fare il cultore dell’anti-politically correct a tutti i costi, ma ricadi pur sempre in becero stereotipo a tua volta, per il fatto che pur di non renderti attaccabile ponendo dei limiti soggettivi, non ne vuoi porre nessuno, ma finisci allora nell’estremo del giustificare tutto, credimi nemmeno a te piacerebbe vivere nel mondo che auspichi dove il politicamente corretto è abolito per l’ideologismo della libertà a tutti i costi, che mette sullo stesso piano ogni posizione
Bene Stefy.
allora mi dici esattamente quale è questo limite “tra fomento, giustificazione dell’odio e del pregiudizio e il diritto d’espressione”?
E chi ha l’autorità per stabilire questo limite?
Nome e cognome.
Perchè vedi è facile parlare in astratto ma se si va nel concreto…
In fine ti faccio notare che il revisionismo è fatto da chi lo predica, è vero, ma anche e soprattutto da chi lo pratica, da chi la predica la ascolta e si convince della sua ragionevolezza.
Il punto infatti non è tappare la bocca alla gente ma semmai formare un pubblico critico rispetto a ciò che legge, che vede, che vive, che fa.
Il problema insomma non è il blog di veritas, ma semmai i lettori del blog di veritas.
Il suo beneamino a chiuso il blog, visto che le piace tanto vada a riboccargli le coperte e magari diventi anche il nuovo Di Tolve
Senti Ringo mi sono già ampiamente spiegato, sta a te leggere cosa scrivo.
Il blog di veritas può aver chiuso ma i suoi lettori sono ancora in giro.
Pensare che la rovina di un blog sia la salvezza della propria causa è cretino.
Bisognerebbe cercare di intercettare i bisogni di questi lettori piuttosto.
Dunque smettila di pensare a veritas ed inizia a pensare alle cose serie, ovvero al perchè la gente segue un blog come quello di veritas e a cosa si può fare per arrivare a quei lettori prima di veritas.