Per fare un uomo libero e’ sufficiente una catena.
Qualche giorno fa Stratex mi ha apostrofato dicendo che sono a Berlino una volta al mese e tuttavia non conosco Potsdam e non ho la piu’ pallida idea di cosa sia Sanssouci.
Bene… intanto non e’ vero che non sono mai stato a Potsdam.
Ci sono stato una notte a casa di un tale che mi ha proposto una birra e che poi per fortuna mi ha dato altro.
Inoltre mi sono informato e ora so tutto cio’ che c’e’ da sapere riguardo a Sanssouci.
Sansouci e’ una villetta costruita in mezzo al fango dalla consueta lesbica megalomane di nome Federico.
E’ stracolma di cose inutili tra cui: corridoi, gazebo, giardini, tetti, scale, cucine, letti.
Inutili perche’ in realta’ per fare una casa basta una porta.
E lo dico in risposta ai debordanti commenti recentemente apparsi su Kaletra e, perche’ no, anche in risposta alla mie debordanti accuse.
Per fare una casa basta una porta.
Poi, in relazione all’atteggiamento che adottiamo rispetto a questa porta, ci costruiamo una casa, ci costruiamo la liberta’, ci costruiamo la famiglia, ci costruiamo la prigione.
Di base pero’ l’architettura di ogni relazione umana e’ sempre identica a se stessa: noi e i limiti, noi e il potere.
C’e’ chi nel potere vuole costruirsi una casa e chi, sempre nel potere, vuole costruirsi la liberta’.
Alla lunga tutto questo stanca.
Cio’ non significa che, arrendevolmente segugio della mia indomita analita’, io non continui ad incazzarmi anche di brutto.
Lo faccio nell’infantile convincimento, direi nella quasifede, che al di la’ dell’unica porta, al di la’ della porta del possibile, siano possibili le piu’ impossibili possibilita’1.
Cosi’, in vista di questo trapasso, qualunque brughiera, per il sottoscritto, e’ meglio di Sanssouci.
- Cit. Arrigo Boito “Al di la’ dei confini del possibile sono possibili le piu’ impossibili possibilita’”. ↩



One Comment
Questo è il link di Sans Souci, vista dal satellite, subito fuori Potsdam.
A parte la bellezza oggettiva delle acque intorno a Potsdam, i suoi castelli, fra cui Sans Souci (noto per la sua orangerie a gradoni ben visibile in foto), sono luoghi in cui il senso letterale del nome (sans souci, in francese, significa “senza preoccupazioni, spensieratamente”) si dispiega in pieno.
Gabbia dorata per i piaceri artificiali dell’imperatore e della sua corte. Ciò non toglie che si tratta di luoghi che vale la pena di conoscere, visitare e soprattutto invidiare. Sarà pur vero che una casa è l’anticamera della prigione e la distruzione delle ibertà, ma vuoi mettere aver intorno tutto quel ben di dio? e soprattutto… dato che da quelle parti piove e fa freddo, vuoi mettere la differenza fra riparare la testolina dall’acqua e dalla neve con una lamiera o con un tetto a lastre di rame e piombo, soffitti a capriate celati da affreschi sontuosi e arredi da capogiro?
Dai su… e poi come si diceva, la bellezza ci salverà!
Kalos kagathos, o, se preferisci, kalokagathos, o, ancora, kalos kai agathos. Insomma καλὸς κἀγαθός…
One Trackback
sans souci…
I can’t believe I missed this! I’m going to have to do some more reading me thinks….