Roma e’ la piu’ bella citta’ del mondo.
E’ il fiore che fa il passato quando lo lasci nelle mani di un giardiniere stronzo.
Noi Romani ci aggiriamo tra ruderi, lavavetri ed edilizia abusiva scansando greggi di giapponesi imbizzarriti che si gettano giu’ dai colli nel ridente sole di agosto.
Noi Romani ce ne stiamo sepolti vivi sotto il piu’ fastoso mausoleo che l’occidente abbia eretto a se stesso.
Posto naturalmente che dal computo dei mausolei escludiamo Internet e la Chiesa Cattolica.
Ciclicamente ci regaliamo fughe verso il mondo dei vivi per respirare sesso e poi ritornare in apnea.
Noi si torna sempre al punto di partenza che è la mammosità di una casa, la precarietà di un lavoro, la nostalgia di un’affettivita’ che ci incatena all’oltretomba capitolino.
Noi siamo i pendolari dell’intrattenimento.
In questo senso e’ vero quel che si dice; che il giro gay romano e’ provinciale.
E’ provinciale perche’ orbita attorno ad un cazzo che e’ altrove.
E poi qualche sfortunato muore a Barajas.
Questo tuttavia non ci spaventa perche’, per osare una metafora ittica, siamo un po’ come i salmoni contro corrente che vanno verso la morte guardando alla vita.
Cosi’, fosse caduto l’aereo di ritorno dal Folsom Europe di Berlino, sarebbe morta mezza redazione di Aut, gran parte del Mieli, un bel pezzo della mia palestra, io.
E stavolta si sarebbe trattato di attivisti, di gente del movimento, di gente piu’ o meno conosciuta; non di hostess in cerca di relax e tintarella.
Ma purtroppo per tutti siamo tornate vive e vegete.
Prova che l’Alitalia e’ come Roma: moribonda si, ma in un certo qual modo incrollabile.
L’aereo per il Folsom Europe, l’evento Leather piu’ grande d’Europa, era un tripudio di speranza e di lubrificante e dalle cappelliere sentivi gli strani tintinnii delle fibbie metalliche degli harness nel bagaglio a mano.
Ecco un po’ di foto (incluse quelle dei miei trophy-fuck nella 2 e 4).
Ho passato tutto il tempo con Alberto, ci siamo scopati mezzo mondo e siamo stati molto bene insieme.
Un pò Cicciolina e Moana in Banane al Cioccolato diciamo.
La cosa, considerando che Alberto è italiano, mi ha abbastanza sorpreso.
Io, è voce di popolo, del pensiero borghese italiota ho poco.
Per la mia mentalita’ infatti, vestirsi come una sommozzatrice ed andarsene in un Piss-party al Lab per poi uscire asciutti, e’ un po’ come andarsene all’Ara di Pergamo ed uscire bagnati di piscio dalla testa ai piedi.
Una cosa assai poco conseguente; una cosa molto italiana.
Noi invece abbiamo portato la nostra persona romantica nello scroscio delle piogge dorate ed abbiamo risciacquato i nostri peccati in un nuovo peccato bagnato.
Così… con la soddisfazione di Eva.
Tanto che un novello Arcimboldo al bar mi ha detto che il mio culo e’ come un cesto di frutta offerto agli ospiti di un banchetto.
E io ho pensato che fosse un modo tutto sommato signorile di dare a uno della zoccola.














One Comment
Finchè è un cesto intero e non un pomo-d’oro che tutte le più belle del reame iniziano a litigarsi possiamo stare tranquilli. Ma volendo anche no.