Quando leggo le classifiche dei film/dischi/libri più amati dai froci mi incavolo sempre.
Ma ti pare che uno deve combattere per i diritti di gente che ha tanto poco gusto?
Una classifica fresca fresca la trovate qui.
Vediamo invece una lista di 10 film a tematica omosessuale che, se io fossi il DNA, ogni frocio amerebbe.
Di solito il cinema a tematica omosessuale è dozzinale, trito, codardo.
Tanto banale da farmi balenare l’idea che esista un unico grande modello di riferimento di cui i film concreti rappresenterebbero “varianti”.
Il modello è più o meno questo:
- c’è il personaggio a e quello b che si incontrano;
- almeno uno di loro non si è ancora accettato come omosessuale ed il percorso di accettazione è molto duro;
- vivono una storia d’amore che cambierà il loro modo di approcciarsi al problema;
- una volta che il conflitto si è risolto, col benestare di mamma e papà, si torna in ufficio a lavorare e basta con le pippe (l’alternativa è un finale tragico);
Pensateci un attimo e scoprirete che la quasi totalità dei film a tematica gay segue questa architettura di fondo.
Ve lo faccio notare visto che, non essendo i protagonisti ancora gay a se stessi, non sarebbe neppure corretto classificarli come film a tematica omosessuale.
Le storie di omosessualità iniziano DOPO il coming out. Non prima.
Ed un buon 70% dei film a tematica gay ruotano attorno al coming out, dalla commedia grottesca Brokeback Mountain, al superficiale Maurice, a In & Out, al Bagno Turco…
Si tratta di un unico noiosissimo film.
Ecco invece 10 film che penso valga la pena guardarsi (in ordine sparso):
- Laberinto de pasiones di Pedro Almodovar
- Pink Flamingoes di John Waters
- The Raspberry Reich di Bruce la Bruce
- Juvenile A di Takashi Miike
- Hedwig di John Cameron Mitchell
- Il Vizietto di Edward Molinaro
- Blue di Derek Jarman
- Happy Together di Wong Kar-wai
- Women in Revolt di Paul Morrissey
- The Ritz di Richard Lester
Nessuno di questi film è un capolavoro.
Si tratta tuttavia di film diversi che hanno tutto il coraggio e la sovversività della loro diversità.
E questo per me è il nocciolo del cinema gay.




6 Comments
Secondo me “Il Vizietto” fu un capolavoro, mettendolo nel contesto del 1978.
A parte questo, sono d’accordo con quanto dici nel post, e aggiungo: vale anche per i romanzi gay. Come autore di uno di questi, ti dico: i film e i romanzi esprimono degli stati d’animo, delle situazioni, delle passioni provate anzitutto dai loro autori e poi dal pubblico che ci si rispecchia. E’ naturale che, parlando di omosessualità, il primo argomento affrontato in queste opere abbia a che vedere con la scoperta di sè, la scoperta dell’amore, con il coming out e con le prime lotte con la società.
Però è verissimo che poi la vita continua (magari non per tutti, ma insomma) e quindi occorre scrivere libri e fare film su quel che c’è dopo il coming out e la prima fase di accettazione e di scoperta.
E’ per questo che i miei libri successivi affrontano altri momenti, e usando altri registri, anche quello dell’ironia. Prima o poi potrai leggerli e mi saprai dire
x Anelli:
Sono curioso e certamente li leggerò.
Sulla letteratura sono d’accordissimo con te.
Anche se lì c’è Propp che aveva segnalato come, in realtà, esista un’unico grande racconto di cui tutti i racconti sarebbero variazione.
E Propp è più intelligente e più autorevole di qualunque blogger.
Molti grandi autori omosessuali, Pasolini di cui ho qui di fronte le Lettere Luterane, di omosessualità non hanno parlato mai.
A parte qualche brano di Petrolio che però, come sai, è incompleto e non fu pubblicato in vita.
Eppure ci regalano un punto di vista diverso che è più queer di ogni eventuale coming out.
Secondo me la frociaggine è tutta nello sguardo, non tanto nell’oggetto che viene osservato.
Nello sguardo che vede il mondo per quella gran frociata che è
happytogethere….
e’ a dir poco imbarazzante sia a bruttezza del girato, della recitazione, della storia.
mamma che brutto film!!!
x Dolce:
Volevo solo precisare che questo pero’ e’ un problema che ti devi vedere con Godard cui il girato di Happy Together e del primo Kar Wai si riferisce continuamente.
A me ad esempio Godard piace parecchio.
Fermo restando che, come dicevo, nessuno di questi film e’ propriamente “bello” o vuole essere “bello”, dunque, in un certo senso hai ragione tu.
ok fede allora ti cito querelle de brest (sicuramente l’hai visto, se no fallo immediatamente posticipando senza indugio tutti i tuoi noiosissimi impegni
)). anzi mo’ me lo rivedo purìo per la 18esima volta!
Schfosoni, spero vi arrostiranno il sedere con tanti aromi piccanti che vi infiammeranno ancora di più il culo, siete degli immaturi femmino-fobici, vi costringerei a scopare la vostra nonna per riabilitarvi a una sana sessualità…