Nonna apre e chiude le grandi labbra ritmicamente.
Ha un po’ di bavetta che le cola dalla lingua.
Scuote il tricipide flaccido contro gli addominali scolpiti di un ballerino di colore.
Fa tic toc tic toc. Fa yo.
Ti chiede “perche’ non me la lecchi?”.
No, non parlo di mia nonna.
Dopo avermi infilato una Corona nel sedere X. mi dice “Sai… un mio amico rinuncia al Folsom Europe di Berlino per non perdere il concerto di Madonna.”
Due passioni che, in una persona onesta, sarebbero inconciliabili.
In ogni caso, se tutte le energie spese per amare od odiare Madonna fossero reinvestite all’interno del movimento e producessero azione politica, a quest’ora saremmo la minoranza piu’ potente del sistema solare, saremmo i Re Vega degli emarginati, saremmo ebrei.
Invece le maggioranze, anche le maggioranze delle minoranze, preferiscono gli atteggiamenti gregari.
E questo e’ vero a partire dalla politica, tanto che Madonna, il mercato, lo sport potremmo considerarli piccole palestre di omologazione per la produzione fordista di gente di destra, di gente di sinistra, di gente religiosa, di grandi numeri, di forza lavoro.
Voglio dire che qui non si tratta di fare o non fare politica.
Si tratta di come la si fa.
Ci sono quelli che fanno la faccia cattiva e che sferrano l’attacco frontale.
Vogliono riformare a colpi di baionetta le fila di una sinistra in ritirata.
E con costoro non condivido innanzitutto il fetish per la breccia; materiale francamente troppo povero per prestarsi alla costruzione di mondi abitabili.
Sono inoltre convinto che il loro problema non sia la strategia aggressiva ma l’inconsistenza del referente politico.
Ad esempio le ultime elezioni politiche hanno segnato la morte della sinistra italiana cosi’ come Facciamo Breccia la concepisce ma questo non si riflette in modo chiaro ne’ nel loro programma politico ne’ nel loro atteggiamento.
Ci sono quelli che credono nel dialogo e nel compromesso.
Diciamo i democratici riformisti che ti dicono che il Pride e’ morto.
L’ultima volta me l’ha detto Imma, ma non è certo lei l’unica persona di un certo acume a pensarlo.
Anche qui sono convinto che non sia il Pride ad essere morto.
E’ il Pride delle associazioni ad essere morto.
E’ l’attivita’ politica cosi’ come oggi la si concepisce ad essere morta.
Associazione significa un corpus di regole vasto da condividere (uno statuto) su cui e’ impossibile costruire un largo consenso.
Significa alti costi di sostenibilita’ e feste di autofinanziamento; ovvero competizione con le altre associazioni per la sopravvivenza e conseguente frammentazione del movimento.
Significa interferenza da parte della politica che ti controlla promettendo e revocando cariche, finanziamenti, appalti.
Le associazioni sono morte.
I grandi progetti sono morti.
Per la mia vecchiaia ho la ferma intenzione di riconvertire tutti i miei scopi, al massimo, in piccoli indicibili appetiti.


2 Comments
Associazioni ladreeee!!!! AAAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRRRRGGGGGG!!!!
Ho appena scoperto il tuo blog e mi ha intrattenuto per non so quanto davanti al manitor… molto piacevole!
sono comunque perfettamente in linea con quanto detto… Povera patria!
Ad ogni modo, non mi sento di aggiungere nulla a quanto hai scritto quissù per non cadere in un atteggiamento gregario
One Trackback
[…] Events « Zombie. […]