Io penso che spaventare i finocchi sia la cosa più bella del mondo e allora mi metto la mia magliettina “HIV + and i vote” e me ne vado alle feste borghesucce a guardare che faccia fa la gente.
Che bello! Sono i piccoli piaceri sadici della vita così distruttivi e così costruttivi insieme…
Intendiamoci… lo faccio […]
Io penso che spaventare i finocchi sia la cosa più bella del mondo e allora mi metto la mia magliettina “HIV + and i vote” e me ne vado alle feste borghesucce a guardare che faccia fa la gente.
Che bello! Sono i piccoli piaceri sadici della vita così distruttivi e così costruttivi insieme…
Intendiamoci… lo faccio in modo consapevole.
Ho cioè ben chiaro che il più delle volte sono i nostri avversari a pilotare la nostra azione.
Ne ridiscutevo proprio ora su Famiglia Fantasma riguardo al post “La negoziazione dei principii”.
Ne riporto alcuni stralci:
La frase di Ruini “Vita e Famiglia sono principi non negoziabili” sembra essere stata un gran successo. […]
Premetto che i principi sono per definizione non negoziabili, altrimenti sarebbero mezzi, e non principi.
Solo non concepirli come tali signiica che non li si considera tali.
Insomma, mi viene il sospetto che, per Ruini, vita e famiglia non sono veri principi, ma strumenti che vengono usati, sbandierati, manipolati.
Ho commentato:
Tu dici che i principii per definizione non sono negoziabili.
Il che è vero e falso.
Per definizione non sono negoziabili però storicamente sono stati sempre negoziati, di generazione in generazione, assieme a tutte le nostre idee ed in generale a tutta la nostra cultura.
Altrimenti come ti spieghi il mutamento storico?
Perchè oggi è normale essere contro la schiavitù mentre un tempo persone illuminatissime la sostenevano?Sottolineare che i principii non sono negoziabili significa fare il gioco di Ruini, significa dire che esiste un pensiero (dunque anche un diritto) naturale.
Invece secondo me bisognerebbe chiarire che i principii non sono naturali ma culturali e quindi abbiamo la possibilità, l’ardire e il diritto di cambiarli.
Se davvero hai la prova che non sono negoziabili, allora sii gentile, tirala fuori subito così smontiamo baracca e burattini, smettiamo di combattere e se n’annamo in sauna.
Ma gli esempi sono tanti.
Ricordo anni fa ad una riunione politica del Mario Mieli si discuteva della vecchia questione uovo/gallina: l’omosessualità è una scelta o un carattere genetico?
Io ero un ragazzino ma avevo maturato un pensierino che ancora condivido; dissi che non ero in grado di dire se l’omosessualità fosse determinata geneticamente. E poi, non essendo un prete o uno scienziato, la natura non mi riguardava.
In ogni caso, se eravamo lì per fare politica, bisognava ragionare in termini di scelte. Punto e basta.
Non mi rendevo ben conto della portata di quello che dicevo, però voglio sottolinearlo qui dieci anni dopo:
Se vogliamo fare politica dobbiamo ragionare in termini di scelte. La “natura” è una truffa.
Tutto ciò che ci circonda, se non funziona, può essere cambiato, sovvertito, ribaltato.
Tutto ciò che umano è culturale e ciò che è culturale è umano e soggetto alla volontà dell’uomo.
E per finire, palleggiando da Hegel a Helena e al parafernalia situazionista:
Per essere fedeli alle proprie idee, cari miei, bisogna saperle cambiare continuamente.

