Questa mattina contro la sede del PD un gruppo di dissidenti ha tirato bombe alla crema.
Riporto il comunicato che è molto bello; come bella e colorata è l’idea di base.
Certo io avrei optato per un’idea più low fat… non so… sanpietrini per esempio… ma tanto alla fine a fare di una cosa una bomba è […]
Questa mattina contro la sede del PD un gruppo di dissidenti ha tirato bombe alla crema.
Riporto il comunicato che è molto bello; come bella e colorata è l’idea di base.
Certo io avrei optato per un’idea più low fat… non so… sanpietrini per esempio… ma tanto alla fine a fare di una cosa una bomba è l’intenzione di chi quella cosa la lancia.
“Molto poco caro Partito Demokratico, questo è un krapfen attack!
In questo 12 dicembre - si legge nel volantino - di lutto e di memoria mai sopita, siamo qui a ringraziarvi dolcemente per averci regalato un bel ‘pacco’ sicurezza.Lo avete fatto per il bene di tutti e tutte noi, per farci sentire tutti e tutte più a nostro agio nella nostra quotidianità di ‘produci consuma, crepa’.
[…]
Sicure che il vostro simbolo elettorale è una schifezza grafica che fa il paio con la vostra schifezza morale.Sicuri e sicure che state mettendo in opera un progetto di deriva autoritaria, finalizzata a reprimere il conflitto sociale e il dissenso di tutti coloro che non amano la pacificazione vagheggiata dalla governance di SuperWalter.
Allora beccatevi i nostri krapfen umanitari, le nostre bombe alla crema intelligenti, che vi vadano di traverso.12 dicembre 1969: no alla strategia della tensione.
12 dicembre 2007: no alla strategia della paura”.
I commentatori di Repubblica ne fanno una questione di autorità dello stato mischiando assieme problemi diversi (per esempio lo sciopero dei tassisti), senza vedere che il punto è chiaramente un altro.
Questo governo è incapace di organizzare il proprio progetto politico attorno a priorità che non siano di natura politica.
Inoltre, tanto per la cronaca, basta leggere il comunicato per capire che il riferimento è al “pacco” sicurezza, cosa cazzo c’entrano i Taxi?
La posizione del giornale è questa: “nell’ultimo periodo siamo stati spettatori di un abuso del diritto di sciopero.”
“Abuso del diritto di sciopero”?
Mentre il parlamento si gingilla tra mattarellum, vassallum, bianco e porcellum e scialacqua tesoretti in cotillon e circenses, il paese vive una condizione disastrosa.
Alla fine del braccio di ferro coi sindacati sapete cosa ne è dei taxi?
La tariffa già iperbolica è aumentata del 18% e il miglioramento del servizio verrà implementato a scaglioni.
Poi ci si lamenta del fatto che il governo non ha autorità…
La protesta degli autotrasportatori è entro certi limiti una richiesta di intervento che lo stato è tenuto a fornire; è la critica a una delle tante privatizzazioni fatte a cazzo di cane; è la protesta contro l’indifferenza delle istituzioni rispetto all’affacciarsi sul mercato di masse disperate disposte a lavorare per due spiccioli. Sono due mesi che chiedono un incontro con il governo e il governo se ne frega.
A ben vedere questo è il primo caso in cui questo governo si impone in modo così autoritario.
E lo fa teoricamente contro la propria base.
Dico teoricamente visto che la ribellione è oggi guidata più o meno ufficialmente da Forza Italia che, senza tanti complimenti, guadagna consensi dove la sinistra li perde.
Certo, se è vero ciò che si dice a sinistra, la riforma della sicurezza non passa.
Non foss’altro per l’elusione di un chiaro riferimento al principio di non discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale(!).
Purtroppo però, è banale sottolinearlo, la sinistra urla e strilla ma alla fine è sempre disposta a riguadagnare la poltrona.

