Mareggia l’irrealta’.

Il presente ha stravinto la realta’; magari e’ un bene.

La Biagini scrive di noi brutte cose sulla sua fanzine radical chic (Liberazione).
Ed e’ una sensazione strana quando non sono i blogger a scrivere dei giornali ma i giornali a scrivere dei blogger trattandoli assurdamente come giornalisti o magari intellettuali di avanguardia1.

E’ che quaranta anni fa il marxismo guardava il futuro sporgendosi pericolosamente dalla ringhiera del novecento.
E ne aveva una visione d’insieme spaventosa ma anche organica ed ambiziosa.
Oggi guarda il futuro mentre cade giu’ per la tromba delle scale.

Vatican Museum Spiral Stairs
Creative Commons License photo credit: nathangibbs

Quaranta anni fa l’elettore medio non si recava nella cabina elettorale senza prima chiedersi: chi mi conviene votare?
Oggi e’ la politica che non scende in campo, ovvero in tv, senza chiedersi: quale elettore mi conviene target-tare?

Cosi’ non si puo’ piu’ dire che il parlamento rifletta la conformazione multiforme del tessuto sociale italiano.
Il che, in una democrazia rappresentativa, costituisce un problema grave.

Da qui in poi, per qualche tempo e salvo imprevisti, la questione adolescenziale “sono di destra o di sinistra” per Kaletra e’ chiusa.
Ho gia’ ampiamente argomentato e penso di aver chiarito che la mia posizione non e’ politicamente ambigua ma chiara come il sole.
E la chiudo riciclando un commento machista di Tato.
Badate che non lo faccio perche’, come Marinetti, odio le donne.
Lo faccio perche’ amo gli uomini.

Sostanzialmente essere di sinistra o di destra credo che abbia, oggi, più cha altro a che fare con da che parte lo porti nelle mutande

L’articolo in questione lo trovate cliccando qui (o su Liberazione).

  1. Penso in riferimento alle neo-avanguardie, movimenti che, a dispetto del nome, sono vecchi come la Montalcini. Ma d’altro canto tutto l’impianto di citazioni raccolte nell’articolo e’ leftover museale. 

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10 Comments

  1. July 29, 2008 at 3:50 pm | Permalink

    perdona la puntualizzazione (son sicuro che te l’aspetti ;-) ) decisamente ot rispetto al contenuto del tuo ultimo post che ribadisce un fatto talmente ovvio da non essere condiviso da nessuno (come la necessità che tutti paghino le tasse e mille altre banalità).
    marinetti non odiava le donne in quanto tali. ma l’immagine delicatamente idilliaca che si dipingeva loro attorno fin a quel momento storico. odiava la donna dannunziana, per dirne una. per irritarti ancor di più, direi anzi che odiava il donnismo.

  2. July 29, 2008 at 4:40 pm | Permalink

    x Giacuomo:
    per essere esattissimi sul manifesto futurista c’e’ scritto che e’ “contro il femminismo” se non erro.
    Ma lo dovrei ricontrollare.
    In ogni caso si le donne gli piacevano, non lo metto in dubbio ;)

  3. July 29, 2008 at 10:27 pm | Permalink

    x Giacuomo:
    come promesso ho trovato il passo, che poi sono due passi:

    Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore, il disprezzo per la donna.

    […]

    Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche e le accademie di ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.

  4. July 29, 2008 at 10:42 pm | Permalink

    umpf. cheffai mi citi il manifesto del futurismo? a me? eddai… ;-)
    quella frase, assieme ad alcune esperienze a fianco a mussolini, furono uno degli spunti di misinterpretazioni più grossi del movimento. miliardi di volte marinetti dovette spiegare, non certo per mancanza di coerenza, è solo che il concetto chiaro nella sua testa, in quelle parole non è affatto ben espresso. quella ‘donna’ sta per ‘la visione gentile ed eterea del femminile’. a quei tempi si capiva meglio, ora è un disastro…
    due rapidi accenni (che sono moltissimo ot!) molte donne futuriste (MAI RIFIUTATE!) + sua moglie futurista, pittrice, adoratissima da marinetti. mette però in guardia dalla ‘trappola della vagina’, ovvero la rinuncia ai propri ideali per il calore familiare. nell’aereoplano del papa (libro che sono sicuro ti piacerebbe moltissimo) una stesa di mogli e madri impedisce ai treni dei soldati di partire per la guerra in austria. lui ne decapita a centinaia con le ali dell’aereo a volo radente.

  5. July 30, 2008 at 9:18 am | Permalink

    Interessante me lo leggero’! :)

  6. July 30, 2008 at 12:17 pm | Permalink

    http://it.wikipedia.org/wiki/L%27aeroplano_del_Papa
    http://www.gutenberg.org/etext/17838
     http://www.gutenberg.org/files/17838/17838-8.txt

    buona lettura, allora…

  7. July 30, 2008 at 1:07 pm | Permalink

    se non sbaglio quella e’ la scalinata all’uscita della cappella sistina… e’ orrenda, ti prego toglila.

  8. July 30, 2008 at 1:36 pm | Permalink

    x Giacuomo:
    Grazie Giacuomo ne ho gia’ letto una meta’ ed in effetti e’ entusiasmante. A parte l’enfasi ipertrofica di Marinetti che un po’, come al solito, mi sta’ sui coglioni.

    E’ anche un grande esempio di come in certi casi il lo slancio vitalista fascista abbia assunto posizioni assolutamente anticlericali.

    x Dolce:
    Ha ha ha… ok vedro’ di toglierla!

  9. July 30, 2008 at 2:40 pm | Permalink

    ehm, ancora ot, ma non riesco a sottrarmi…
    anticlericali è un vero eufemismo! se quelle stesse critiche oggi desterebbero (puoi immaginare) chissà quale scalpore, pensa cent’anni fa cosa potevano essere?!?
    il libro è del 1912, come si può chiamarlo ‘vitalismo fascista’? marinetti (coerentissimo, non come il vero fascista e suoi amici lateranensi) è stato sempre contro il re e il papa per l’effetto paludante che hanno sullo sviluppo ed evoluzione sociale. andrebbe quindi detta meglio: a favore dello sviluppo sociale, tecnologico, creativo e quindi contro chi si opponeva a questo.
    ma, che vuoi, quell’enfasi ad orecchi contemporanei (miei e tuoi, ma direi di tutti!) suona davvero stonata, fastidiosa… rompicoglioni! va detto che ha infiammato italia ed europa, quindi probabilmente era un linguaggio al quale erano sensibili i SUOI contemporanei. si potesse trovare l’analogo odierno per risvegliare dal torpore il bel paese del calcio e delle veline. qualche frase ad effetto tipo ‘io centro’ o ‘life is now’. uhm, ci devo pensare…

  10. tato
    August 6, 2008 at 12:23 am | Permalink

    ossignur, una citazione!!!
    arrossico, nonostante la connotazione “machista”

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