Omofobia ed advertising.

Notizia fresca fresca.
Prosegue la campagna abbonamenti del Coming Out a Roma con una nuova simpatica azione futurista.

Dopo il presunto lancio di materiali incendiari che avrebbe distrutto un paio di mesi fa parte del locale, ieri sera 23 luglio 2008, una delle simpatiche bariste sarebbe stata picchiata perche’ scambiata per un ragazzo gay.

Io non scambierei per un ragazzo neanche uno qualsiasi dei clienti maschi del Coming Out ma evidentemente le diottrie degli skinhead, reduci da mille pazze scorribande, non sono piu’ quelle di una volta.
Cosi’, una volta accortisi del grossolano errore, sembra abbiano risparmiato la poveretta e il Colosseo dall’inutile spargimento di sangue di vergine.

Ma che importa se ti pestano quando poi Marrazzo ti gratifica della sua solidarieta’? ;)

L’Arci Gay Roma, per inciso, espone il proprio vessillo nel bar addiacente.
Potremmo dire che l’omofobia e’ per l’Arci Gay (e per il movimento omolocalaro in generale) denaro sonante.
Alemanno, da parte sua, ha prontamente espresso ovvia solidarieta’ accompagnandola al commento dell’assessore alla cultura Umberto Croppi (AN) favorevole all’istituzione di una Gay Street.
Ricordo che il presidente del municipio Orlando Corsetti (centrosinistra) è decisamente contrario.

Come vedete l’omofobia conviene ormai solo a chi ci fa politica attorno o soldi sopra.

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