Kaletra al BolognaPride 2008.

Chiediamo 4 diritti.
Intavoliamo 4 polemiche un po’ trite.
Insultiamo due prelati.
Accusiamo il Papa di essere finocchio, il cardinale di essere pedofilo.
Qualcuno ci consiglia di prendercela con lo stato e non con la chiesa.
Alziamo il volume degli stereo e cantiamo Gloria Gaynor.
Il giorno dopo il Manifesto spara una cifra al rialzo.
Il Tempo ne spara una al ribasso.
Fa un gran caldo e ci fa male lo stomaco.
Per farla breve e’ tempo di Pride.

Dal punto di vista dei numeri il Bologna Pride 2008 e’ stato un successo.
E proprio sui numeri si dividono la stampa e gli organizzatori in un muscoloso bracciodiferro mediatico.

Chi dice 300.000, chi 200.000, chi 40.000… il che, in termini matematici, e’ come dire “c’erano dalle 2 alle 18 persone”.
Una forbice bella ampia a riprova del fatto che a fare i giornalisti dovrebbero essere i diplomati dello scientifico, non gli strutturalmente disoccupati di lettere che la fame rende vulnerabili alle lusinghe della malavita giornalistica.
E poi i numeri in comunicazione sono come i bisessuali sulle chat.
Sono li’ per confondere le idee.

Il Resto del Carlino titola “Carnevale Gay” sfoggiando la consueta sensibilita’ per le nostre rivendicazioni.
Inoltre, nell’indecisione generale, mostra inclinazione al problem solving e supinita’ alle ragioni dei commercianti (sfollati dal centro tre ore prima del dovuto) producendo un misero “40.000 presenze”.

Per quel che mi riguarda saremo stati 250.000, forse 300.000.
Mi dispiace contraddire cio’ che rimane del Carlino ma io c’ero, loro probabilmente no.


Nel caldo opprimente di giugno, Bologna è stata percorsa da una carovana imponente immersa in una folla multicolore che propagava la propria kaleidoscopica analità dalle Due Torri fino a Piazza 20 Settembre.
C’era il carro del Cassero, circondato da una decina di drogate romane di quella razza che alleviamo per l’export: bei ragazzoni dalle tette spavalde, gli addominali esclamativi e lo sguardo perso nel vuoto.
C’era quello di Arcilesbica, noiosissimo ma cromaticamente signorile.

Peccato che sull’intera manifestazione aleggiasse minaccioso il giudizio dei cittadini Bolognesi infastiditi dai disagi e dalla paralisi del traffico.

La stampa, da parte sua, ha evitato di questionare la scelta dell’amministrazione cittadina di accogliere il Pride nazionale e Gods of Metal negli stessi spazi e nello stesso weekend.
Due manifestazioni di respiro nazionale la prima ed internazionale la seconda.

Il viaggio invece e’ andato liscio come l’olio.

Sono salito in treno a Roma verso le 10 e mezza assieme a tre miei amici di vecchia data.
Nella carrozza ristorante ho incontrato Paola Concia e Rossana Praitano tra un wafer e un cappuccino.
Una volta in Emilia sono corso al favolosissimo AC Hotel che, nell’elegante mappa dello stivale esposta in ascensore, riportava esclusivamente le citta’ da Arezzo in su.

Uno squillo ad Helena che era gia’ sul posto e l’agghiacciante scoperta che, alle due del pomeriggio, il corteo era gia’ partito.

OUCH!

Eccomi dunque alla parata che si conclude con una pizza in uno sperduto localino dove tre ottuagenari strimpellano una versione un po’ ska di Romagna Mia.
Ed e’ subito la volta del Party Ufficiale al Parco Nord il cui momento piu’ alto e’ l’eco degli Slayer che, dietro una barricata di alluminio lunga qualche chilometro, chiudono Gods of Metal con una selvaggia versione di “Angel of Death”.
 GRA-NDIO-SI.

Aggiungo che questa accozzaglia di metallari e finocchi conferiva alla desolazione postatomica dello scenario una tinta grottesca e surreale.
A seguire ci pigiamo in sala house dove la Berghein-iana Ellen Allien sostuisce una (brava) dj overweight ed un tale Salvatore, dopo avermi palpeggiato, mi confessa: “Sei sudato ma non puzzi!
Una di quelle considerazioni romantiche che e’ pressochè impossibile trattenere nella complicita’ del chiaro di luna.
Gli ho risposto che il problema con la mondezza lo avevano da Pianura in giu’, noi a Roma avevamo secchi, acqua, sapone.

 

Oggi siamo stanchi, divertiti senza un diritto piu’ di ieri.
Benefici piu’ psicologici che pratici quelli del Pride!
Unico rammarico e’ essermi perso i Napalm e gli Slayer e non aver dato una faccia a qualche blogger che ancora non ho avuto modo di incontrare.

E poi ho aggiunto qualche tassello al mio vocabolario.
“Dare un puntello”, “fare un chiami”, “vuoi una cala?”.
Due giorni preziosi insomma.

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10 Comments

  1. July 1, 2008 at 8:33 am | Permalink

    *uhm* che trovi una versione di ‘romagna mia’ ben fatta in emilia è davvero fatica. quel trattino che ci separa in emilia-romagna troppo spesso è sottovalutato: ci stanno dentro secoli di storia e dominazione ecclesiastica che i cugini emiliani non hanno saputo (né dovuto) trasformare in sangiovese e piadina.

    una perplessità: non ti sembra contradditorio richiedere attraverso una provocatoria manifestazione ‘diritti civili’ come l’adozione presentandosi come variopinti scopatori in tutte le posizioni del kamasutra e possibili permutazioni, anziché come persone? credo che per l’opinione pubblica (perché è con quella che ti devi confrontare, no?) sia più facile estendere diritti e doveri se invece che comunicare l’immagine ‘mi piace prenderlo in culo, ma in fondo sono una persona anch’io’ si provasse a passare l’idea che ‘sono una persona e delle mie inclinazioni sessuali non ti devi interessare’ (cosa che mi piacerebbe dire parimenti del mio prete se non dovessero un giorno i miei figli andare da lui a catechismo)

    daffyd di little britain sa esprimere molto meglio questi concetti, voglia un dio qualsiasi che un giorno divento bravo come matt lucas, ma non altrettanto grasso.

    a pro. guardato escoriandoli, per il quale ti ringrazio e basta per la segnalazione. guardato ratataplan e nichetti mi è sempre piaciuto. decisamente entrambe bei film.

  2. July 1, 2008 at 4:32 pm | Permalink

    eh, pacco che non ci siamo beccato, ho visto allegrezza sotto al palco, ma poi alla festa la sera non sono riuscito più a intercettare manco lui. ci troveremo st0’estate a prendere una birra al cutty sark =)

  3. July 1, 2008 at 8:20 pm | Permalink

    Q…il sig. Allegrezza ha cantato col Coro, se c’era uno che potevi agevolmente intercettare era proprio lui!

    Continuo a chiedermi in maniera piuttosto assillante perchè a me abbiano offerto la più friendly “roBBBBBa” e non “cala”. Sembro così merdosamente romano?

    Dunque a quanto pare in sala house c’era più di uno spettacolo. Peccato non esser riuscito a strisciarci.

  4. July 1, 2008 at 8:24 pm | Permalink

    Ah. Non mi è chiaro come perdersi per strada 800.000 (960.000? 900.000? Tombola?) e più persone rispetto all’anno scorso, considerando il fatto che da molti grandi e piccini ho sentito che questo era la loro prima volta, possa essere considerato un successo a livello di numeri.
    Ma son sicuro che questi son solo degli stupidi dettagli.

  5. mario
    July 1, 2008 at 9:20 pm | Permalink

    beh, Fede, sembra che sperassi nel potere taumaturgico di un viaggio a Lourdes anzichè in un Pride… che è un avvenimento dove chi va di solito non sa perchè lo fa, ad ascoltare chi non sa cosa dice ,in posti non si bene perchè eletti a tale inclito scopo ( e non tollero ironie sul sostantivo ).D’altro canto allo stadio .mi pare dica Platone, ci sono quelli che vanno per tifare , quelli per gareggiare e quelli a guardare le prime 2 categorie , e mi pare tu sia tra gli ultimi, quindi poco importa che accade in realtà no?
    Sui numeri non saprei, il mio occhio ha un calibro per inferire da dati antropometrici le misure di ben altri dati più significativi, ma sui grandi numeri mi perdo, però 250.000 mi sembran tantini …il resto del cretino fa quel che gli si dice , spero lo paghino bene per farlo , fare le marchette per quattro soldi
    è poco elegante .
    Mi auguro non si vada ai Pride con l’illusione assai poco pia che servano a qualcosa, se non appunto a confortare il grazioso pubblico di far parte di una eletta comunità che annualmente celebra i propri riti e non è poco sia chiaro; gli omosessuali italiani, ossia i più, sono rimasti a casetta loro o sono andati al mare. In quanto ai discorsi post pridiani glissons, dubito che Grillini, Pecoraro Scanio o Luxuria ( invero più i primi che la seconda), riescano a elaborare un pensiero politico più originale di ” cazzo mi hanno trombato”e non come al solito ahiloro. I carri : ho visto solo i “vari ed eventuali” relegati nelle retrovie , a far numero e miseria a parte quello plantigrado, che complice, l’inusitata presenza di un dj bravino, e di alcuni amichetti milanesi e fiorentini, si è trasformato in un pre sala techno non disprezzabile. La festa è stata organizzata da culo, code orrende ,pochi cessi, l’impianto della Allien da sagra paesana, ah dici che le dj erano 2? e io che mi incuriosivo perchè pensavo a un cambio d’abito della Allien……poi non capivo ste orde di ragazzotti che sembravano così etero che alle 10.30 già uscivano dlla festa, ed ero perplesso al pensiero che le finocchie avessero piantato le tendine ad igloo per prendersi avanti con la festa, ma ora tutto mi è più chiaro.
    Il pride è morto, viva il pride!!!!!!
    PS.Sullo slang, palmare, per un non ottuagenario “italiano” , non mi stancherò mai di sottolineare come Roma sia nell’altrove….

    Mario

  6. July 3, 2008 at 6:27 pm | Permalink

    x Giacomo:

    Non so Già, ci devo pensare… forse hai ragione; mettere in scena la propria libera sessualità e chiedere diritti è contraddittorio. Questo posto che però tu concepisca i diritti come una limitazione della libertà (altrimenti la contraddizione dove sarebbe?)… ce devo pensà.
    Riguardo al resto io non penso che “della nostra sessualità non dovrebbe fregare a nessuno.
    A me piace pensare al mio ano come ad un luogo pubblico sulla falsa riga dei giardinetti delle poste di via Ostiense; con le altalene, l’erba piena di rugiada e possibilmente del traffico e dei bambini intorno ;)

    Mi fa piacere che escoriandoli e ratapataplan ti siano piaciuti! Ne ero sicuro, sono molto futuri.

    x q:
    Sarà per la prossima volta! (Belli i pirati!)

    x Andrew:
    hai ragione, c’era meno gente. Ma stiamo parlando di Bologna, di una città il cui centro è grande come il Qube, non di Roma o Milano.
    Io l’ho visto come un pride piuttosto imponente rispetto agli spazi disponibili.

    x Mario:
    eh si la penso un pò come te Mariù… a parte il problema dello slang. Parlate davvero come delle barbare lì al nord! ;)

  7. July 4, 2008 at 3:24 pm | Permalink

    certo che ho ragione, se vuoi OTTENERE dei diritti. se vuoi fare una goliardata allora no, allora hai ragione tu. lascio cadere le altre sottigliezze retoriche confidando tu abbia realmente capito cosa intendevo dire.
    per i ‘bimbi intorno’ credo che puoi risolvere prendendo i voti, da quel che si dice in giro.
    i film ‘futuri’? sicuramente poco convenzionali e di una potenza comunicativa inaudita, proprio per questo (probabilmente) inascoltata. richiedono più che rimanere seduti in poltrona e sgranocchiare pop corn.

  8. July 6, 2008 at 12:18 pm | Permalink

    x giacuomo:

    si però vedi… non si tratta di ottenere certi diritti.
    Non solo.
    Noi vogliamo ottenerli in un certo modo.

    Noi vogliamo che il nostro modello di vita venga integrato.
    Noi vogliamo vedere tutto l’occidente che fa outing.
    Non si tratta di avere i matrimoni.
    Si tratta di veder riconosciuta la nostra idea di amore, di famiglia, di sessualità, di divertimento, di creatività.
    Il pride è la messainscena, se vuoi un pò sopra le righe, di ciò che noi vogliamo vedere integrato nella vita di tutti i giorni.

  9. July 6, 2008 at 6:48 pm | Permalink

    grazie kaletra, così possiamo parlare! tu hai visto e letto più o meno quali sono le nostre idee, per cui già sai come la penso in generale.

    nello specifico propongo uno spunto: è chiaro che per ottenere ciò che vuoi (e come lo vuoi!) devi confrontarti con un ‘interlocutore’ molto distante. il tuo obiettivo è avvicinare quell’interlocutore (l’opinione pubblica) e fare si che capisca certe cose (un problema che sentiamo fortemente anche noi nel tentare di passare le NOSTRE idee), le accetti, le condivida e alla fine le apprezzi.

    la questione è che: prima bisogna instaurare una comunicazione, tipo sollevare la cornetta, altrimenti è inutile parlare. con analogia che a me piace molto, per potenziare un muscolo bisogna sottoporlo ad un carico superiore al normale, ma se il carico è eccessivo, il muscolo non si migliora, si strappa. questo intendevo.

  10. July 10, 2008 at 1:56 pm | Permalink

    Salve mio caro, sai che sei degno di un premio prestigioso?

    Vai su

    http://elfobruno.ilcannocchiale.it/post/1966718.html

    e riscuotilo!

    :)

One Trackback

  1. July 3, 2008 at 6:03 pm

    Kaletra al BolognaPride 2008….

    Chiediamo 4 diritti.
    Insultiamo due prelati.
    Accusiamo il Papa di essere finocchio, il cardinale di essere pedofilo.
    Qualcuno ci consiglia di prendercela con lo stato e non con la chiesa.
    Cantiamo Gloria Gaynor.
    Il Manifesto spara una cifra al rialzo.
     …

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