Perugia e finanziaria, nuove tracce nel cesso.

Ora ce lo vedete voi questo manipolo di ispettori e carabinieri con la faccia piantata nella tazza del cesso che fanno a capelli per trovare qualche goccetta di sperma secco o qualche stronzetto ramingo rimasto in fondo allo sciacquone dopo la famosa cagata di Guede? No perchè come da precedenti dichiarazioni l’ex-extracomunitario naturalizzato meneghino, mentre l’amica […]

images.jpegOra ce lo vedete voi questo manipolo di ispettori e carabinieri con la faccia piantata nella tazza del cesso che fanno a capelli per trovare qualche goccetta di sperma secco o qualche stronzetto ramingo rimasto in fondo allo sciacquone dopo la famosa cagata di Guede?

No perchè come da precedenti dichiarazioni l’ex-extracomunitario naturalizzato meneghino, mentre l’amica veniva stuprata, sgozzata e ficcata sotto il letto, vomitava, cagava e sentiva l’ipod da solo in bagno. Contemporaneamente.
Lo so che i milanesi hanno fatto di “il tempo è denaro!” una disciplina quasi zen ma tutta questa efficienza su di me fa sempre un certo effetto.

In ogni modo a giudicare dai rilievi sul DNA, dentro la casetta perugina soprammonte succedeva di tutto; sesso sulla lavatrice, sangue nel bidet, batterii nel lavandino, sperma sul soffitto.
Benedetta ingenuità!
Io ricordavo Perugia per i Marron Glassè e per una conferenza di Luciano Canfora.
Invece è un pò la Berlino dell’alta Maremma, mi stupisco che Ryanair non c’abbia ancora aperto una tratta.

Nel frattempo Amanda, Lucrezia Borgia con l’accento Yankee, non perde un minuto e licenzia un diario che, una volta eliminati i cuoricini sulle i, le frutterà milioni in diritti d’autore. Le troie di oggi sono delle volpi… mica come mia madre…
Si domanda del perchè l’ex ragazzo voglia incastrarla. E in un certo qual modo la cosa li avvicina dato che questo è esattamente quello che l’ex ragazzo si chiede di lei.
Per non parlare dell’altro colpo di scena fresco di giornata, il ritrovamento di materiale pedopornografico nel computer di Sollecito.

Ora è chiaro che materiale pedopornografico sta anche sul computer della Montalcini, è fisiologico. Tuttavia è un pretesto come un’altro per giustificare l’articolone in prima pagina.

La stampa di oggi non è più nè nera, nè bianca, nè rosa. Intreccia in modo confuso quattro temi che sono sempre gli stessi da mille anni: quello nero, quello erotico, quello etico della crisi di valori e quello della deriva generazionale.
Soprattutto cerca di coprire dietro a nuvoloni di polemiche ipocrite il fatto che la nostra sicurezza è in mano a degli incapaci, che la soluzione dei crimini è affidata a degli incompetenti e che le minacce a Prodi da parte di un insigne ex premier come Dini erano delle buffonate.
Oggi la finanziaria dopo tutto il gran ciarlare è passata. Si discute mentre scrivo del “pacco” sicurezza che ricordo Rifondazione ha dichiarato di non votare posto che non incorpori una menzione esplicita alle discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale.
La menzione nel testo definitivo non c’è, stiamo a vedere cosa fanno i comunisti.

Tanto in ultima analisi c’è sempre la scusa del “senso di responsabilità”. Ora ragazzi non fatevelo mettere nel culo con il “senso di responsabilità”!
La responsabilità di un politico non è verso la coalizione ma è verso i suoi elettori.
Inoltre, nel caso in cui copra un incarico istituzionale, non è neppure verso i suoi elettori, ma verso la costituzione italiana che ricordo a tutti dispone che i cittadini siano uguali davanti alla legge.
Ficcatevelo nel didietro il senso di responsabilità!

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