Ok, mi sembra che il post omonimo di qualche giorno fa richieda una breve spiegazione.
Per farlo mi servo di un testo scritto da Helena per il brano “Ci hanno detto che bisogna”, testo che esprime bene a mio giudizio alcuni dei motivi per cui l’ipotesi di una sinistra di governo oggi in Europa è insostenibile.
“Ma quale […]
Ok, mi sembra che il post omonimo di qualche giorno fa richieda una breve spiegazione.
Per farlo mi servo di un testo scritto da Helena per il brano “Ci hanno detto che bisogna”, testo che esprime bene a mio giudizio alcuni dei motivi per cui l’ipotesi di una sinistra di governo oggi in Europa è insostenibile.
“Ma quale politica di sinistra al governo di un paese occidentale che fa parte della NATO, che deve obbedire alla confindustria che lo sostiene e che deve fare gli interessi della Banca Mondiale, dell’economia internazionale, della Comunità Europea, delle multinazionali, del tribunale del WTO… Ma quale cazzo di politica di sinistra volete venderci col vostro cattostalinismo democratico centrista?”
L’Italia è una Repubblica fondata su Dio, sul mercato e sulla televisione.
Per raggiungere il potere è necessario mettere le mani su queste tre risorse, e questa operazione, in termini giornalistici, si chiama “democrazia”.
L’aveva capito bene Licio Gelli diranno alcuni.
Io penso che il concetto fosse chiarissimo anche prima di Gelli.
Ecco, il cattostalinismo (Dio) democratico (mercato) centrista (televisione) è tutta la sinistra che questa sinistra (e in generale qualunque altra sinistra occidentale) è effettivamente in grado di offrirci.
Aggiungo che il brano risale al periodo delle elezioni che hanno portato Prodi al governo (per la seconda volta).
Era chiaro allora come è chiaro ora che il miraggio di una sinistra di governo era una questione di marketing e non di sostanza.
Un marketing che ci presentava un tipo un pò zecca chiuso in una scatola scoperchiata oltre cui si intravede il cielo. E non era ben chiaro se questo cielo rappresentasse Dio o semplicemente Forza Italia.
Nel frattempo Alemanno, nella corsa per il caporalato capitolino, ci sorprendeva con manifesti tutti rossi progettati da aziende di sinistra (ebbene si!), non personalistici e tutti centrati sul degrado sociale ed ambientale in cui versa (tuttora) la città eterna.
I pochi messaggi “di sinistra” che si vedevano per le strade, assegno di disoccupazione, case popolari, politiche di sostegno sul lavoro, ci arrivavano da AN e Forza Nuova.
Ma alla fine il voto dei finocchi alla sinistra è o non è un voto garantito?
Un luogo comune? Col cazzo che è un luogo comune.
E non è importante che si tratti di una sinistra che dica o faccia cose di sinistra.
Basta una generica aria di famiglia, basta la rainbow (ridotta oggi a simbolo paurosamente generalista), bastano du bandiere rosse e Anarchy in the UK in sottofondo alla festa dell’Unità.
No dico… anarchia alla festa di un partito di governo!
Ora avremo una nuova opportunità di dimostrare che questa garanzia la possiamo revocare in ogni momento, vediamo di giocarcela con intelligenza.
PS. una vecchia registrazione pericolante di “Ci hanno detto che bisogna” la trovate qui: Ci hanno detto che bisogna
PS. Per evitare eventuali rotture di coglioni da parte della SIAE, Musica:F.Pinci Lyrics:Helena Velena.

