La vita é una specie di intelligenza.

La nostre vite, soprattutto le nostre aspettative del futuro, sono lastricate di concetti vuoti.
Voglio dire di parole ed idee generiche.

Spessissimo non sappiamo ció che vogliamo perché - siamo franche! - non sappiamo cosa diciamo.

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Prendi l’idea del tuo tipo ideale, annaffiata da fiumi di inchiostro e principale responsabile del disboscamento dell’Amazzonia.

Il tuo TIPO IDEALE oscilla tra estremismi inconciliabili in base al tuo umore del momento.
Un uomo che é forte ma dolce.
Che é imprevedibile ma fermo nel suo desiderio di te come tu non sai essere.
Che é lí quando vuoi ma é lá quando non vuoi.

Prendi l’intelligenza.
Uno dei concetti piú vuoti e piú ideologici del mondo.
Come sanno bene gli antropologi sono stati condotti centinaia di test per dimostrare che i negri sono una razza stupida ed inferiore.
E centinaia per dimostrare il contrario.

Prendi l’amore.
Ve le ricordate le migliaia di figurine anni 70 con la dicitura “L’amore è…”?
L’amore è un migliaio di figurine diverse.

Cosí da ció che scriviamo nei profili online e nelle chat bisognerebbe cancellare un 90% di lardo letterario (a partire dalle rivoltanti poesie di bearwww).
E dovremmo fare la stessa cosa con la nostra vita.
Voglio dire fornirci di foto, misure e recapito e fare a meno del resto.
Ma dicevamo l’amore…

Mario per esempio lo vede un pó come l’incontro di due egoismi; o come quell’attaccamento alla vita, cioé quello spavento della morte, che lo hanno salvato quando stava male e pensava di non farcela.

Cosí io e Mario, seduti attrono ad un aperitivo nell’opprimente Firenze, un pó estranei un pó amici di quella amicizia che stringi sotto i bombardamenti, abbiamo chiacchierato di sesso, amore ed hiv per tutto il weekend.

Alla fine della sessione mi sono fatto qualche domanda che ho deciso di condividere con voi.

Perché alla fine essere froci é porsi certe domande piuttosto che altre (e dunque ricevere certe risposte piuttosto che altre).

Prima di tutto mi sono chiesto se il mio amore per la vita sará abbastanza forte da salvarmi dalla curiositá per la morte quando anch’io saró perduta nell’abbraccio di Káposi su qualche barella dello Spallanzani.
Un’immagine epica ed ordinaria tanto tipica del titanismo finocchio.

Poi ho pensato a quanto frequente sia nei froci la tendenza a nevrotizzare certe abitudini.

Ora, come chi mi legge sa, io sono sempre dalla parte della libertá.
Di una libertá che non ha rispetto per gli altri ma che invece li invade e li sfida a cambiare.
E appunto l’idea di un sesso che é abitudine e coazione mi mette a disagio perchè per me l’analità è una pratica di libertà.

Bene inteso non penso che queste nevrosi siano un problema esclusivo dei finocchi!
Tuttavia nei froci, soprattutto in quelli sieropositivi, ho notato un indurimento di questa tirannia dell’ano, di questo oblio delle vecchie passioni che un tempo ci rendevano felici.
E meno cose ti fanno felice, piú sei triste.

Forse é per questo motivo che nelle persone sieropositive c’é una rassegnazione alla ninfomania come a dire “ora che sono sieropositivo daje giú col sesso a manetta”.
Una cosa di per se fantastica, non fosse che la si fa a scapito della socialità finendo di solito sole, al buio, a pecora fino al postpensionamento-presepoltura.

E io come mi colloco in questo plotone di rainbow-zombie?

Mario dice che sono un porco ma non proprio porco-porco.
Quando faccio sesso lo faccio senza inibizioni, mi piace divertirmi, ho frequentato i party più hot del mondo ed è possibile che continuerò a farlo.
Magari con un mio ipotetico ragazzo (ha ha ha ha).
Tuttavia traggo dal creare qualcosa di bello, ad esempio dallo scrivere buona musica, un piacere forse più grande di quello che traggo dal sesso.
Così in qualche modo mi sento tutelato (benché non possa aspirare al titolo di gran porco ma solo a quello di porco).

E poi sono vecchierello.
Il che mi fa pensare a quel ragazzino che ho beccato al day hospital 3 dello Spallanzani qualche settimana fa.
L’infermiera gli stava fissando un appuntamento per la mattina successiva.
“Non posso, devo andare a scuola” ha risposto lui.
Una cosa che fa rabbrividire perchè quel ragazzo ha di fronte a se molti più anni da vivere di me, e dunque, in un certo qual modo, molta più morte di me.

Lo so lo so… certe volte la mia vita suona come una noiosa accozzaglia di pensieri sparsi.
Perchè alla fine questo é il suono che fa qualunque vita quando la scuoti.

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4 Comments

  1. May 6, 2008 at 11:56 pm | Permalink

    ….amore, ti stavo leggendo mentre la mia pisella era immersa nell’olio santo, sei grandiosa in queste disquisizioni filosofiche esistenziali una poetessa, grande continua cosi!

  2. mario
    May 7, 2008 at 9:18 am | Permalink

    Pinci, le premesse al solito sono buone, lo svolgimento un po’ involuto, le conclusioni,ehm, conseguenti: il ragazzo è sveglio ma si applica troppo…
    Se avesso saputo che parte dei miei vaneggiamenti finiva sul tuo blog penso avrei adottato un atteggiamento più andreottiano nell’esprimermi

    PS tra un delirio e l’altro un paio d’ore di silenzio me le ricordo però….e là non sentivo il cervello che ad nauseam come al solito riclassificava schedava razionalizzava i file del vissuto ma solo le viscere; vorrei riprovare a sentirle, e non con uno a caso……..

  3. May 7, 2008 at 10:30 am | Permalink

    Lo so lo so sono una palla quando faccio il serio… ma isomma sta storia che me tocca sempre cazzará…

    x dany:
    come va la tua vaginite psicosomatica?
     Meglio?

    PS. dammi retta falla uscire ogni tanto tua sorella… una boccata d’aria… una pisciatina nel parco…
    Vivere in una valigia da un senso di claustrofobia e precarietá che non aiuta per niente le vaginiti.

    x Mario:
    Vabbé dai parlavo di cose generali, non di criminalitá organizzata per cui il parlare andreottiano non ti avrebbe aiutato.

    Pure se, come dici tu, contorto e poco conseguente (come d’altra parte la mia personalitá e pure il mio pisello che, come sai, é un pó storto verso il basso…)
    Vabbé il prox post lo faccio cazzarone!

    Disquisizioni a parte é stato un bel weekend e sono stato in ottima compagnia.
    Senza contare la salsa al pepe verde che era spettacolare…
    Divertiti visto che fortunatamente per te non sei a Roma, dove l’unica cosa divertente é Alemanno.
    Ah a proposito… vorrei prima o poi fare un salto a sto cavolo di illumined… magari ci organizziamo il mese a venire se ti va.
    Bacio
    (Oi… salutame Piero se lo vedi).

  4. mario
    May 7, 2008 at 1:09 pm | Permalink

    qua ce stiamo ad allargà! Direi che la frequenza e la qualità delle nostre eventuali copule temo tedierebbe l’inclito pubblico…..Piuttosto quello che volevo dire è che il pensiero mi pareva un po’ sghangherato stavolta perchè era sbagliato, a mio modestissimo avviso, l’ambito: ossia eravamo nel campo del sentire, non in quello dell’intelligere. Concetti impegnativi come quelli da te espressi penso richiederebbero un verso, una canzone, ( e non sai quanto ti invidio perchè sei in grado di comporla), qualcosa che permetta un’empatia emotiva e non razionale ( esempio riuscitissimo era la versione di faccetta nera di uno dei post precedenti, non ocorreva aggiungere altro…)coi tuoi interlocutori.
    Quando un altro ha mal di denti l’unico modo di dire VERAMENTE mi dispiace all’altro è quello di darsi una martellata sugli incisivi superiori: Presumo sia uno dei motivi per i quali mi piaccia così tanto scopare: mando per un po’ il cervello all’ammasso e mi limito a sentire, e credo che l’altro possa provare qualcosa di assai simile a me…poi scopare con uno che ti possa comunicare qualcosa anche a livello sinaptico ed affettivo, mi farebbe cominciare a riconsiderare l’esistenza di Dio,….. ma questo è un altro discorso

    per quanto riguarda nostri incontri futuri ecc ecc ci sentiamo extra blog:lo sai che sono un ragazzo timido :)
    besos

    Mario

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