Rutelli, l’affaire Palombelli/STA e la questione parcheggi: una bufala.

Rutelli ha uno splendido bambino, magari con la pelle chiara come la neve e biondo di quel biondo un pó cenere che ti dice “abito a Romanord, faccio colazione da Euclide e sono ricco da fare schifo”.
Poi ha tre bambin* adottiv* pagati per lo piú con i soldi dei nostri parcheggi e dunque, in un certo […]

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Rutelli ha uno splendido bambino, magari con la pelle chiara come la neve e biondo di quel biondo un pó cenere che ti dice “abito a Romanord, faccio colazione da Euclide e sono ricco da fare schifo”.

Poi ha tre bambin* adottiv* pagati per lo piú con i soldi dei nostri parcheggi e dunque, in un certo qual modo, adottati da tutti noi romani come Romolo e Remo dalla Lupa.
E per esteso, almeno moralmente, figli adottivi di chi di figli adottivi non puó averne per via di una legge razzista che usa la tutela del minore per muovere una offensiva insopportabile alla libertá dei cittadini.

Certo, sono equadoreñi; quasi un pó negri.
Come dire, indotto del G8 e materiale di scarto del terziario avanzato.
Ma per noi vanno bene lo stesso perché sono persone come noi, equadoreñe e quasi un pó negre, ma come noi.

Ma torniamo agli assegni familiari che, ipoteticamente, paghiamo tutti i giorni alla STA, la societá municipalizzata che gestirebbe i parcheggi blu e che apparterrebbe alla Palombelli (moglie di Rutelli) e alla De Filippi.

Per onor di cronaca ho fatto una ricerca e ho scoperto che:

  1. La STA é stata acquisita dall’ATAC sotto Veltroni;
  2. La STA non era una municipalizzata benché faccesse capo al Comune di Roma, ovvero a Rutelli;
  3. L’organigramma della STA (come del resto quello recente dell’ATAC) era disponibile pubblicamente e Barbara Palombelli non ne ha mai fatto parte.

(Pare invece che il direttore dell’ATAC fosse un parente del vice-sindaco).

Ora io sono tutto fuorché Rutelliano, tuttavia penso che queste leggende metropolitane vadano sfatate.
Cosí chi si sentirá costretto a votare Rutelli, ovvero a dare un voto ideologico contro la destra, lo fará meno dolorosamente.

Naturalmente, come ho giá detto, la STA sempre a Rutelli fece capo.
Come a dire che siamo sempre noi a mantenerli sti tre bambini un pó ragni dell’Equador.
E poi é vero… Rutelli fece un pó meglio di Veltroni.
Soprattutto alla fine del suo secondo mandato.

Questo anche per via della grande disponibilitá di denaro che gli regaló il Giubileo.
E trovo superfluo sottolineare che, salvo improvvisi cambi di palinsesto, il Vaticano non ha in programma un nuovo Giubileo nel 2009.

Se poi vogliamo essere precisi, Rutelli, che mi risulti, non costruí nuovi parcheggi.
Si limitó a disegnare strisce blu per terra.
Una attivitá che, di per se, é lo step successivo dopo il giocare a campana, il gioco favorito di mia mamma al collegio Savoia durante la guerra.
Magari la Palombelli é azionista di qualche azienda produttrice di vernice blu… chissá… bisognerebbe verificare.

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13 Comments

  1. April 18, 2008 at 4:28 pm | Permalink

    Meno male che non sono l’unico a sostenere questa cosa. Non ho mai capito come si sia sparsa sta voce che vuole la Palombelli socia della De Filippi per le strisce blu!

    PS: prossimo Giubileo 2050, aivoglia a aspetta’ soldi!

  2. April 18, 2008 at 8:08 pm | Permalink

    La De Filippi mi mancava. ma invece vogliamo parlare della storia dei cordoli (motivo per cui si vorrebbe Roma piena di nuovi cantieri di “Corridoi per la Mobilità”)?

  3. April 19, 2008 at 9:06 am | Permalink

    x Andrea:
    Si Andrè, soprattutto se tolgono l’ICI chissà che si inventeranno per rientrarci, magari una tassa sul’anal.

    x Andrew:
    Si perchè non riescono a costruire un sistema metropolitano o a ficcare dentro delle piste ciclabili ma trovano il posto per fare un corridoio preferenziale per i mezzi pubblici magari al centro di Roma. Divertente.

    L’unico modo per disincentivare l’uso della macchina è quello di progettare un sistema di trasporti pubblico che funzioni. E che funzioni 24/7 almeno nei week-end (non che si fermi alle nove di sera).
    A Berlino-my-hometown c’è un sistema di metropolitana complesso che ti fa arrivare ovunque e che è al 70% esterno.
    Non dico che Roma e Berlino siano paragonabili naturalmente, ma è segno che non sarebbe necessario ridurre Roma ad un colabrodo per renderla vivibile.
    Inoltre con i cantieri aperti e le opere pubbliche si crea occupazione e gettito.
    Però lo sai come vanno le cose a Roma… la metro C è in costruzione da 3000 anni e ancora è un cumulo di macerie.

    Inoltre tra assicurazioni alle stelle, parcheggi a pagamento, domeniche ecologiche, targhe alterne… penso che gli automobilisti siano già sufficientemente disincentivati.
    Tuttavia se a Roma devi spostarti hai assolutamente bisogno di un mezzo tuo.

    In fine a Barcellona hanno appena costruito un sistema di biciclette pubbliche che funziona una meraviglia.
    Tu vai ad uno di questi distributori di bici e passi una tessera magnetica.
    Una bicicletta si libera per te e devi riconsegnarla entro 2 ore in qualunque altro distributore di bici dove magari puoi prenderne un’altra.
    I distributori sono sparsi in tutta la città.
    Il tutto ad un prezzo ridicolo… tipo 15 euro l’anno.
    Se avessi molti soldi importerei subito questa idea qui nella capitale.

  4. April 20, 2008 at 7:30 am | Permalink

    Ratzy attenzione!
    Come hai detto Berlino non è paragonabile a Roma, Roma ha notevoli, diverse e imprescindibili realtà che altre capitali non hanno. Il centro storico stratificato e mai rimaneggiato in epoche moderne (i Fori Imperiali sono l’unico esempio) rende difficile, se non impossibile, sfruttare al massimo sia il soprasuolo che il sottosuolo, è difficile ipotizzare linee esterne, o magari aeree, in aree storiche medievali e se buchi escono scalinate di epoca imperiale pure da sotto il mio letto. Le biciclette a disposizione, anche Parigi le ha (credo sia un’idea francese), sarebbe bello ma tu saresti in grado di tornare da via del corso a Monte Mario in bici? Io mica so’ Pantani!
    Sicuramente hai centrato il punto negli orari di servizio dei mezzi ma devi ammettere che tacciare di disservizio l’ATAC è anche tipicamente italiano/romano. Da un po’ di tempo uso i mezzi, dopo anni, e devo dire che se sugli autobus non ci sono altro che stranieri vuol dire che i romani non li prendono e non so se li prenderebbero anche se funzionassero 24/7 con una percorrenza di tre minuti. Noi siamo abituati a lamentarci a prescindere, la maggior parte delle persone che si lamentano dei mezzi in realtà non li prendono e quindi non sanno nemmeno se sia vero quello che dicono.
    Su tutto, cmq, predomina una caratteristica tutta italiana: la volontà di possesso.
    Per noi italiani la casa di proprietà e la macchina di proprietà sono dei bisogni ineludibili, giusto o sbagliato che sia.
    Sulle case il discorso è diverso ma per le macchine è uno dei principali motivi del traffico, ognuno di noi ha la macchina e pochissimi sarebbero disposti a lasciarla a casa per andare a lavoro anche se ci fossero dieci volte più mezzi pubblici. Questo fa si che circolino un enorme numero di auto private. Diventa un cane che si morde la coda: più macchine ci sono più aumenta il traffico più i mezzi pubblici arrivano in ritardo più aumentano le macchine che servono visti i ritardi dei mezzi pubblici…
    Ovviamente con questo non voglio dire ne che non ci siano soluzioni ne che i mezzi pubblici vanno bene così come sono ma bisogna fare i conti anche con la mentalità delle persone e con la situazione urbanistica/storica/architettonica/archeologica della città.
    Pensaci un attimo solo: se proponi alla gente, per referendum, di far passare un tram ai fori la gente voterebbe si salvo poi alzare un casino per impedire che le “vestigia romane” vengano deturpate dal passaggio dei tram. Non credi che succederebbe?
    Siamo un popolo pieno di diritti che non sente l’obbligo di alcun dovere e che non intende rinunciare a nulla di ciò che ha nemmeno per avere di più dal momento immediatamente successivo.

  5. April 20, 2008 at 9:05 am | Permalink

    Riguardo alla questione logistica non solo hai ragione ma parto proprio dallo stesso assunto.
    Lo sharing infatti non è solo applicabile alle bici ma anche alle bici elettriche ad esempio o ai motorini e così via fino al car sharing.

    Oggi non hai molte alternative alla macchina di proprietà.

    Poi ti do ragione anche riguardo al dato antropologico che tuttavia è giustificato da molti fattori tra cui quello subito sopra.

    Bisogna incentivare le due ruote costruendo nuovi parcheggi moto, ristrutturando le strade che sono un colabrodo, agendo su tasse e dazi che costano quento quelli di una vettura a 4 ruote e così via… io ad esempio ho solo lo scooter e ho venduto la macchina.

    In fine penso anche che la pubblica amministrazione dovrebbe essere la prima a dare il buon esempio riconvertendo i mezzi pubblici alle fonti di energia pulita.
    E poi bisogna ridisegnare l’impiando della circolazione da un punto di vista urbanistico perchè sembra progettato da un urbanista pazzo, implementare un servizio 24/7 almeno nei weekend (che eviterebbe anche gli incidenti del sabato sera), costruire molti nuovi parcheggi… le cose da fare sono una infinità!

    E riguardo alle bici, come dicevo, esistono le bici elettriche ad esempio.

    Comunque mi sto smazzando il programma dei due candidati e mi propongo di fare un confronto incrociato su questi temi.

  6. April 22, 2008 at 11:03 pm | Permalink

    E’ tipico della destra mandare in giro leggende/bufale sull’ avversario (soprattuto se non gli si può dare del comunista). Ne gira anche un’altra ed è quella che Rutelli è “frocio” (come dicono a destra) e che il figlio non è suo…

    In ogni caso non mi trovo d’accordo quando dici che il secondo mandato di Rutelli è stato meglio del primo. Per me è l’esatto contrario. Non fosse altro che il secondo è stato interroto peima della scadenza naturale. E poi il primo mandato è stato quello durante il quale la giunta Rutelli ha dovuto ricostruire sotto tutti gli aspetti (amministrativi soprattutto) la città che era stata ridotta a macerie e devastata dalle giunte CARRAROGIUBILO.

  7. April 22, 2008 at 11:17 pm | Permalink

    A parte quello che dice Andrea…
    Il confronto con l’esperienza berlinese è molto dovertente. Seguo un laboratorio di progettazione urbanistica in cui fa da assistente una ragazza tedesca…una ragazzetta di 30 anni che ovviamente ci porta la sua esperienza berlinese facendosi grosse e grasse risate del sistema romano.

    Sulla questione bici ho proprio pronto un post che manderò uno di questi giorni.
    Comunque parlando con lei ed iniziando a promi io stesso in modi “non convenzionali”, almeno per Roma, (uso l’auto solo quando strettamente necessario, ho iniziato a utilizzare la bici, faccio percorsi anche medio lunghi a piedi senza problemi e senza aspettre domeniche o giovedì ecologici) ho capito però che il problema principale non sono la mancanza di mezzi, soldi o problemi di carattere archeologico.

    Il problema è nel cervello della gente. Il fatto che la città sia evidentemente fatta di tante piccole barriere che non la rendono accessibile o comunque poco fruibile ad un cittadino che non si muova in macchina è addirittura secondario rispetto al che se esco in bici non solo la gente mi guarda come se fossi matto, ma noto che si constringe a calmare l’irrefrenabile impulso di mettermi sotto perchè gli sto intralciando la strada. Ma io continuo perchè son stufo di autobus stracolmi, tram in ritardo o di stare con la macchina tre quarti d’ora al semaforo.

    Per i mezzi, per lo sviluppo, per la tanto decantata “Cura del ferro” (che stranamente hanno poi deciso di fare senza ferro) e per le metro h24 ci sarà tempo. Come è noto questa è una città che se la prende comoda.

    Certo fortunatamente non è detto che debba rimanere qui ad aspettarla.
    E quando si sveglierà, visto le stronzate che ho sentito dire stasera ad entrambi i nostri cari candidati sindaci…spero di essere lontano. Molto lontano.

  8. April 22, 2008 at 11:25 pm | Permalink

    Ah, un altro paio di cose assurde sulle bici poi giuro che mi sto zitto:

    -Le metro non permettono quasi mai di portarsele (solo la B e dopo le nove di sera) perchè?

    -Credo sia stato dato il via ad un babndo per un inutilissimo e costosissimo servizio di affitto bici nelle zone centrali

    -la mia università (Roma Tre) ha un servizio di bici che si possono usare (con un sistema becero che infatti ne rende quasi impossibile l’utilizzo) per spostarsi nelle varie zone del “campus”. Peccato che in molte facoltà lo considerino “da sfigati” (a conferma di quanto nel commento precedente) e con queste bici non si sappia dove passare se non sull’ostiense a sfidare la morte o sul Tevere con pericolo attraversamento Zoccole (di ogni tipo)

  9. Andrea
    April 23, 2008 at 2:37 pm | Permalink

    La leggenda metropolitana sulla moglie di Rutelli fa ridere, ma chi l’ha fatta circolare dovrebbe vergognarsi; e poi, ci sono tanti altri argomenti su cui attaccare l’ex-sindaco.

    Dal canto mio, ho lasciato il Bel Paese nel 2007, scoraggiato dal rivedere il faccione mortadellato al governo.

    Un solo commento: il fatto che la gente non prenda i mezzi pubblici perche’ li snobba e ha una tara culturale e’ una leggenda metropolitana. I mezzi pubblici romani scoppiano, se aumentassero gli utenti il sistema collasserebbe, essendo gia’ al limite. I romani non sono scemi, e i berlinesi prendono i mezzi pubblici non perche’ siano piu’ civili, ma perche’ a Berlino (che conosco bene per averci lavorato) funzionano tutti i giorni e 24h su 24. A Roma ci sono tragitti che in auto si coprono in 15 minuti, e che con l’autobus richiedono un’ora. Quando prendere un mezzo pubblico sara’ vantaggioso (mai, se l’andazzo sara’ l’immobilismo prima della DC e poi di Rutelli-Veltroni), vedrete che i romani lasceranno a casa l’auto.

    Per finire: la bicicletta a Roma non va bene. E’ pieno di saliscendi, traffico nervoso, e ostacoli. Oltretutto, con l’inquinamento che c’e’, pedalare fa assorbire molti piu’ agenti tossici - con benzene, CO e altre porcherie nell’aria, l’ultima cosa che si dovrebbe fare a Roma e’ procedere pedalando o correndo con 120 battiti cardiaci al minuto.

  10. April 24, 2008 at 10:02 pm | Permalink

    Guarda: se ovunque avessero ragionato in questo modo (persino nella Berlino che dici di conoscere certamente nei tempi molto remoti in cui discutevano delle cose su cui noi parliamo per Roma) ora avremmo macchine parcheggiate l’una sopra l’altra che quello che viviamo oggi sarebbe un paradiso.

    Prima cosa: CERTO che così com’è ora Roma non è una città da girare in Bici, soprattutto se pensi che girare in bici in una città significhi per foza doverla attraversare completamente in quel modo e non creare un sistema di mobilità sostenibile intelligente ibrida e che utilizzi vari mezzi. Quello di Roma è il comune più grande d’Europa. Mi sembra abbastanza ovvio che non può avere lo stesso sistema e la stessa qualità di una cittadina emiliana o la stessa efficienza di città estere che, per quanto sviluppate, devono confrontarsi con problemi diversi e soprattutto con una dimensione fisica ben diversa.

    Il fatto che Roma abbia salite e discese e che per questo non sia adatta alle bici è una mezza stronzata. In primis perchè non tutte le zone della città son caratterizzate da forti pendenze, in secondo luogo perchè ci son diverse occasioni di trasformazione e creazione di percorsi (vedi vecchi tracciati ferroviari, acquedotti) che per loro natura hanno pendenze basse molto adatte alle bici.

    Per il resto io sui mezzi pubblici romani passo minimo due ore e mezza al giorno, quindi so di cosa parlo perchè lo vivo ogni giorno. La macchina, con la quale fra l’altro impiegherei un tempo uguale e maggiore a quello che impiego in metro, la prendo solo quando strettamente necessario, e mi capita di lasciarla a casa anche di notte. Comunque non so in quale pianeta o in che epoca vivessi ma in gran parte della città, almeno nel centro-sud, in 15 minuti alle 8 di mattina o alle 6 di sera non arrivi neanche al bar dietro l’angolo. Con la metro, per quanto possa fare schifo, in 20 minuti sei in centro, in 45 hai attraversato la città.

    Proprio perchè (alcun)i romani non son scemi e sanno quanto sopra, in gran parte si spostano verso al metro ma lo fanno in macchina creando file, ingorghi e quel traffico nervoso di cui parli.
    Questi erano i più intelligenti.
    Ma non tutti sono furbi ed intelligenti, o almeno non lo sono fino in fondo. Esempi terra terra: acchiappano la macchina anche per fare due metri, per andare all’alimentari a 100 metri da casa, per portare il figlio in piscina. Ora NON mi dire che questo non è un problema culturale anche abbastanza serio perchè per schiodare il culo dal sedile e metterlo su una bici (con la quale forse i battiti al minuto, le polveri sottili e la CO2 nell’aria non sarebbero come allo stato attuale no) semplicemente fare due passi non ti servono 15689mila linee di metrpolitana e 800 linee tramviarie.
    Ti pare?

    Dunque sei ancora sicuro che i romani non siano scemi o sei via da più di un anno e proprio non riesci a liberarti da quel “modus cogitandi” tipicamente nostro?

  11. April 26, 2008 at 7:58 am | Permalink

    Giusto per fare chiarezza tengo a precisare che l’Andrea di cui sopra (senza link) non sono io! Anche perchè, Andrew, avrei risposto praticamente le stesse cose che hai detto tu (bici a parte!).

  12. April 26, 2008 at 11:18 am | Permalink

    x tutti gli innumerevoli ANDREI:

    Boh andrei cari io penso che il dato antropologico sia parte del problema.
    Magari non la parte focale ma certamente uno dei pezzi del puzzle.
    E penso anche che o nel puzzle salviamo tutti i pezzi insieme oppure non combiniamo niente come al solito.

    E’ vero che roma è piena di colli ma è anche vero che sull’aventino non ci sono uffici.
    Il problema sui colli è circoscritto.
    Il problema sono le periferie e le grandi arterie (che sono tutte piane).

    Io per esempio sto lavorando al Fondo Internazionale dell’Agricoltura che è all’EUR.
    La via (da Testaccio) è tutta dritta e non c’è un colle manco a cercarlo col lumino, nè che io passi per Viale Marconi, nè che io passi per Ostiense.

    Inoltre, come giustamente sottolinea andrew, dovremmo puntare ad un sistema di interscambio tra mezzi diversi.
    Ad esempio il problema vero e proprio la mattina è arrivare alla metro e successivamente dalla metro in ufficio.
    Non tanto quello di arrivare da casa in ufficio.

    E poi mi pare che la strategia del ferro, la principale via su cui ha da sempre puntato l’amministrazione di sinistra, non abbia portato nella nostra città a risultati apprezzabili.
    Un pò per via delle belle arti.
    Un BEL pò per via delle mazzette e degli appalti tarocchi.

    Ultimo punto, ed un punto che confesso di apprezzare molto nel programma di alemanno (eh vabbè… devo essere sincero…), è la sostenibilità ambientale.
    Roma è una città che stà diventando criticamente inquinata.

    Vero, oggi vai in bici mezzora e devi trapiantarti un polmone.
    Tuttavia, nel quadro di un rinnovamento complessivo del sistema della viabilità, io penso che le cose possano e debbano cambiare.
    Già we have to deal con le antenne de Radio Maria, almeno per le scorregine alla co2 vediamo di ridurle allo stretto necessario.
    Se lo stato sull’energia rinnovabile non vuole fare una mazza, cavalchiamo l’onda del federalismo e ripartiamo dai comuni.

  13. Stefano
    November 25, 2009 at 11:59 pm | Permalink

    Ha due figlie in affidamento, una di loro è una carissima mia amica, e un’altro adottato!

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