L’AIDS è una truffa? Il parere di un sieropositivo.

Guido Allegrezza solleva la questione delle tesi dissidenti riguardo all’HIV e mi consiglia il libro di De Marchi “La truffa dell’AIDS”.
Mi dice “con questo commento mi beccherò un sonoro vaffa” ma invece voglio sforzarmi non tanto di commentare il libro che non ho letto, quanto di abbozzare un risposta di ampio respiro.
Poi giuro che dal prossimo post torno a scrivere le mie solite cazzate goliardiche.

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Innanzi tutto una banalità.

La verità non risiede nelle cose ma nei sistemi di verifica.

Voglio dire che una cosa è vera solo rispetto ad un sistema di regole che la rende vera.
Un pò come giocare a poker.
Se hai quattro assi a poker fai poker d’assi, ma se stai giocando a… boh… scopone scientifico te li dai sui denti.
In questo senso esistono molte verità, ma principalmente quella storica, quella scientifica, quella tradizionale e una di natura affettiva (esperienziale o sentimentale).
Una cosa può essere vera per uno di questi sistemi di verifica e falsa per tutti gli altri.

Secondo poi e’ cretino pensare di avere giudizi pertinenti su tutto.
Anche l’intima conoscenza di una cosa, come ad esempio la mia conoscenza dell’HIV da sieropositivo, non implica un particolare discernimento nel decidere se una cosa sia vera o falsa sugli altri piani interpretativi come quello storico o quello scientifico.
Finite le premesse, passiamo al vivo della questione.

La scienza, l’abbiamo appena detto, ha il suo gioco di verità.
Vediamo quali sono le regole di questo gioco.

La prima regola della verità scientifica è l’utilità.

Una teoria è vera se è utile.
In questo senso le teorie vigenti riguardo all’HIV sono vere visto che sono oggettivamente efficaci.
Non ci sono se, non ci sono ma.

Purtroppo però questa sola regola non si è dimostrata sufficiente a fare di una teoria una teoria vera.
Sistemi come quello Tolemaico (pre-galileiano) davano ad esempio risultati attendibili pur basandosi su principi falsi (la terra al centro dell’universo).
Ecco dunque che arriva…

La seconda regola, quella della falsificabilità.

La verità scientifica cioè, non va intesa come una certezza statica ed incrollabile su modello di… boh… Dio.
Si fonda invece su una continua revisione delle teorie esistenti al fine di emendarle da eventuali errori.
Infatti oggi sappiamo che Galileo aveva ragione e Tolomeo no.
Una teoria scientifica è vera fino a quando non viene sostituita da un’altra teoria che è… come dire… più vera.

Ultima regola: le teorie (e le contro-teorie) devono essere dimostrate sperimentalmente.

Torniamo ai “dissidenti”.
I “dissidenti” esercitano un controllo sulle teorie vigenti, e lo fanno nel quadro delle regole della scienza secondo il principio di falsificabilità (al punto 2).
Tuttavia sono incapaci di restituire una interpretazione organica della malattia e di offrire soluzioni efficaci ed alternative alle persone malate (punto 1).
Dunque le loro teorie non passano la verifica della prima regola.

Il fatto che una relazione tra AIDS e HIV non sia sorretta da una evidenza empirica ma solo statistica non esclude il fatto che questa relazione possa esistere.
I nostri impavidi dissidenti non passano la terza verifica perchè non dimostrano a loro volta che questa relazione non esiste (punto 3).

Queste teorie sembrano cucite addosso a chi, ancora negativo, è ansioso di qualche rassicurazione che condivida con la scienza lo stesso sistema di verifica e dunque la stessa autorevolezza.
Ma, come dicevamo sotto, la scienza è incapace di partorire certezze incrollabili.

Non solo, è incapace di produrre giudizi di carattere normativo (ovvero etici) ma ne produce solo di carattere descrittivo.
Questa non la sto a banalizzare perchè richiederebbe tempo e noiose parolone.
Ma l’ho voluto aggiungere per dirvi che Ratzinger sbaglia quando assale così frontalmente il relativismo etico, il cui unico scopo è quello di trovare un compromesso tra una ragione troppo presuntuosa ed una ragione troppo rinunciataria.
Per sommi capi lo stesso scopo della Scolastica (potete ridere questa era una battuta ;) ).

Ok, quando faccio il serio sono una palla! Chiedo perdono.
Conosco gente che è quasi morta per via di queste presunte “teorie dissidenti”. E’ un punto su cui davvero non mi sento di scherzare.

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26 Comments

  1. February 7, 2008 at 12:10 pm | Permalink

    mmmmm. manca qualche cosa… credo che la lettura del libro di Peter Duesberg (AIDS, il virus inventato) sia un passo dovuto…
    Infatti, oltre a passare al vaglio le teorie ufficiali, che crollano inesorabilmente davanti alle evidenze statistiche e sperimentali, egli fornisce convincenti alternative, che richiederebbero un notevole sforzo di ricerca per essere supprotate oltre che dalle evidenza statistiche, anche da dati sperimentali. Però, come sai bene, la ricerca su questo settore è INTEGRALMENTE orientata dalle linee ufficiali, senza lasciare alcuno spazio alle ipotesi alternative che vengono scartate a prescindere.

    Ciò detto alcuni commenti in particolare.

    1. Una teoria è vera se è utile: le teorie vigenti riguardo all’HIV sono vere visto che sono oggettivamente efficaci.
    Mi permetto di far notare che la teoria prevalente, continua a lavorare sul virus cercando affannosamente di produrre un vaccino o di intervenire sull’attività del virus stesso. Sulla base di questo assunto, coloro che sono stati “curati” con la micidiale AZT per anni, sono morti inesorabilmente proprio a causa del farmaco, che provocava i sintomi artificiosamente attribuiti alla malattia. Il ragionamento era: hai una malattia che ti distruggerà il sistema immunitario e ti beccherai qualunque cosa. Per fermare questo processo, anche se non hai nessuna sintomatologia, prenditi dei farmaci preventivi. Puntualmente dopo qualche anno di trattamento preventivo emergevano i sintomi di un sistema immunitario distrutto proprio dal farmaco che doveva prevenire al sua compromissione.
    A me sembra una teoria poco utile. Infatti, abbiamo smesso di dare quei farmaci ai sieropositivi e improvvisamente hanno smesso di avere quelle sintomatologie… mi sembra una correlazione evidente. Forse da indagare meglio, ma un segnale non trascurabile.

    2. La verità scientifica si fonda su una continua revisione delle teorie esistenti al fine di emendarle da eventuali errori. Vero. La teoria del virus o del retrovirus non soddisfa nessuno dei postulati che definiscono una malattia infettiva. Nonostante questo, l’ipotesi virale non è mai stata messa in dubbio, ma si è continuato a girarle intorno, pur di non metterla in discussione. In questo giudizio, mi confortano le parole di Cary Mullis, premio Nobel per la medicina (se non ricordo male inventore della PCR) che ha scritto la prefazione al libro di Duesberg e riprende i suoi argomenti in un suo libro (ballando nudi nel campo della mente).

    3. Le teorie e le contro-teorie devono essere dimostrate sperimentalmente. Giusto. Per farlo, però il “sistema contestuale” deve consentire di fare la sperimentazione: se tutto il flusso di fondi va verso la ricerca virale, retrovirale e antivirale, le prove sperimentali sulle ipotesi alternative chi le finanzia? Se le conto teorie non accettano l’ipotesi sponsorizzata dalle farmaceutiche e parlano i non malattia, che interesse hanno gli sponsor della ricerca a finanziare ipotesi che le danneggerebbero per il calo delle vendite?

    4. I “dissidenti” dicono che non è corretto parlare di malattia virale, ma di sintomatologie e malattie fortemente differenziate che emergono in categorie di soggetti individuate in base ai comporamenti. Rifiutano quindi il “contagio” e puntano sull’azione indviduale. Un esempio per tutti: la correlazione fortissima fra sarcoma di Kaposi e uso di popper. Si tratterebbe di malattie che rientrano quindi nella norma e che dovrebbero essere curate con protocolli standard, corretti in funzione dei singoli casi (immunodeficienza grave accertata)

    La relazione AIDS e HIV è basata su un’evidenza sperimentale non dimostrata o peggio errata. Nessuno ha mai pubblicato una ricerca che provasse questa relazione (almeno stando alle pubblicazioni che ho potuto consultare). Certo potrebbe esistere, ma non è provata. Allora, chi ha ragione? Non sono i dissidenti a dover dimostrare che la relazione non è vera… ma i sostenitori della ipotesi prevalente a dover dimostrare (non statisticamente) che la relazione è vera. Se non è vera, che senso ha dover provare che non è vero che è vera?

    Spero mi perdonerai questa lunga disquisizione, che non implica nessun giudizio di merito sulla sieropositività, ma che spero faccia trasparire il mio profondo ribrezzo e risentimento nei confronti di sistemi di potere (economici, medici, politici, ecc.) che si preoccupano di alimentare sé stessi, fregandosene della salute degli altri…

    Se non ti annoia, potresti approfondire il tema del “marketing della malattia” ampiamente e brillantemente trattato in un libro di Blech Jörg,
    “Gli inventori delle malattie. Come ci hanno convinti di essere malati” (se vai su IBS, non considerare la mia recensione, che è riferita ad un altro libro, la leggenda del buon cibo italiano)

  2. February 7, 2008 at 12:51 pm | Permalink

    Rispondendo a Guido su uno dei suoi punti, é pure vero che, come molti, soprattutto fra i “dissidenti”, hanno fatto, si può iniziare a fare infiniti giri e giochi con le parole ed i significati.

    Un esempio? Non esiste una malattia che si chiama AIDS se per “malattia” si intende un ’ “alterazione dello stato fisiologico dell’organismo” che genera dei PROPRI sintomi e delle PROPRIE conseguenze.
    O meglio ancora: nessuno è morto e muore effettivamene di AIDS ma “solo” di tutte le patologie correlate all’insorgere dell’ultima fase dell’Hiv.

    Ma poichè, cito, “si definisce malattia un’alterazione dello stato fisiologico dell’organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo” ed il sistema immunitario è una di queste, non mi sembra ci siano molti margini per i giochini.

    Ora questo giochino, questa piccola sottigliezza che farebbe rabbrividire un certo tipo di “attivisti” e son sicuro non solo, è stata utilizzata per molto tempo dalle persone cui fai riferimento.

    Ma meglio guardare in faccia la realtà (sia pure quella che oggi ci propinano come tale, l’unica che siamo in grado di gestire…esattamente come nel passato era per le centinaia di tesi su cui son stati messi in piedi Sistemi e Regole e che poi dopo dure battaglie son state distrutte da qualche pazzo che è riuscito a guardare oltre…) che raccontarsi stronzate (o quelle che per ora ci dicono essertali) no?

  3. February 7, 2008 at 12:53 pm | Permalink

    Che poi, a pensarci, mi hai fatto tornare in mente tutto l’altro epico filone delle teorie sull’origine dell’ Hiv. Da punizione divina per sterminare noi froci ad arma chimica “leggermente” sfuggita di mano agli USA

  4. admin
    February 7, 2008 at 1:45 pm | Permalink

    X GUIDOANDREW:

    Rispondo brevemente ai vari punti:

    1
    Non abbiamo smesso di somministrare AZT che è tuttora efficace.
    Abbiamo solamente ridotto le dosi ed impiegato strategie tampone.

    E’ provato che il sistema imunitario viene fortissimamente compromesso dall’HIV prima ed indipendentemente dall’assunzione di farmaci.
    La stessa relazione tra infezione da HIV e compromissione del sistema immunitario è solidamente provata su base sperimentale oltre che statistica.

    Quello che volevo dire nel post però è che la HAART ha decuplicato la nostra aspettativa di vita e la qualità di questa vita.
    Le teorie dei dissidenti sono assolutamente inutili alle persone sieropositive che non giovano in nessun modo dalla querelle “muori di HIV o di AIDS?”
    Sti cazzi.
    Tirate fuori le cure invece di perdere tempo sulle cazzate.

    2
    “La teoria del virus o del retrovirus non soddisfa nessuno dei postulati che definiscono una malattia infettiva.”
    Chiederò al mio medico.

    3
    La teoria ufficiale ha piena solidità statistica.
    Manca solamente una prova sperimentale della necessità della relazione esclusiva tra HIV e AIDS.
    Relazione che certamente c’è, ma magari non è esclusiva.

    In ogni caso è una cosa un pò stupida accusare una persona di insufficienza probatoria senza portare a tua volta delle prove.

    4
    Conosco un tipo che, per problemi di cuore, non ha mai potuto neppure avvicinarsi ad una boccetta di popper e tuttavia ha avuto un sarcoma di Kaposi.
    Conosco chi il popper lo vende e non ha mai avuto un sarcoma.

    **********

    Le teorie alternative, secondo me, sono una forma storica della lunga polemica contro il consumismo.
    Particolarmente accesa in America visto che quella è la nave madre del consumismo.
    Magari, entro questi limiti, sono pure condivisibili.
    Ma sono etnocentriche.
    Vallo a dire ad un villaggio africano che non ha mai visto una aspirina che l’AIDS che lo ha decimato è stato originato dagli antibiotici o magari dai diserbanti!

    Sono indubbiamente false invece rispetto al proprio sistema di verifica.
    Aspirano all’autorevolezza della scienza utilizzando quello stesso metodo e fanno autogoal.
    Fino a quando i dissidenti non forniranno prove sperimentali, ciò che dicono, secondo il loro stesso schema interpretativo, è falso.

    Inoltre devono distruggere tutto il sistema.
    Cosa dicono del fatto che oggi le nostre condizioni sono infinitamente migliorate?
    Cosa dicono del fatto che praticamente tutti quelli che non si sono curati sono morti (di AIDS o meno)?
    No perchè questo è un fatto.

    Se siete davvero contro certi sistemi di potere, dovreste a mio avviso essere molto critici nei confronti delle teorie che per fare critica sociale si rifanno a Dio o al metodo scientifico. Dunque anche a queste teorie.

    Invece, se vi interessano polemiche più consistenti, vi consiglio un libro interessante.
    E’ una indagine storica, documentatissima e critica nei confronti delle aziende farmaceutiche.
    Esistono evidenze che l’origine dell’HIV risalga alle sperimentazione sul vaccino anti TBC sulle rive del Ruzizi in Zaire.
    In questo senso la più grande conquista medica del nostro secolo sarebbe stata la sua nemesi.
    “The River” di Hooper.
    Niente aspirazioni scientifiche, pura indagine giornalistica.

  5. admin
    February 7, 2008 at 1:48 pm | Permalink

    X ANDREW:
    cfr. sopra andre dove consiglio il libro di Hooper.
    Se ti interessa la questione delle origini dell’HIV, si tratta di un libro interessante e dell’unica teoria completamente documentata.

  6. mario
    February 7, 2008 at 1:55 pm | Permalink

    ma stiamo scherzando o che?!? Secondo i cosiddetti dissidenti che andrebbe curato? il kaposi con la chemio, la polmonite con gli antibiotici ecc e l’HIV con uno sguardo scettico? o forse il tutto con un po’ di meditazione trascendentale condita da germogli di soia al wasabi? io 4 anni fa il Kaposi ce l’avevo e guarda un po’ i casi della vita, sono stati i farmaci anti-retrovirali per l’hiv,che me l’hanno graziosamente eliminato, senza bisogno di terapia specifica per il suddetto tumore, che non si è ripresentato anche se il popper ce lo metto anche nella minestra… se poi come dice Andrew vogliamo fare i sofismi semantici su come definire una malattia, una sindrome ecc accomodiamoci.

  7. February 7, 2008 at 2:32 pm | Permalink

    mmmm….
    il mio scopo è la riflessione e non la difesa di una posizione. Anche io mi interrogo su questi fatti e devo dire che trovo molto convincenti le argomentazioni di base di chi fa ricerca fra mille difficoltà, soprattutto quando vanno alla radice dei problemi e affermano che le prove non esistono. L’esempio del sarcoma era, appunto solo un esempio: non vuol dire che tutti quelli che usano popper svilupperanno il sarcoma. Ma voleva dire che nei casi di sarcoma indagati dai “dissidenti” (quindi parliamo del sotto universo dei sieropositivi con sarcoma) si era registrata una correlazione forte tra l’uso abituale e prolungato di popper, facendo sorgere il sospetto che certe forme di tumore, in certe categorie di persone individuate in base ai comportamenti e alle abitudini, dipendessero piuttosto che da un virus da una causa differente.
    Leggerò il libro che suggerisce Fed, se non altro per la fonte che lo ha suggerito, oltre che per la necessaria obiettività che l’approccio laico mi impone.
     Grazie,

  8. February 7, 2008 at 9:57 pm | Permalink

    Fede grazie per il consiglio…lo metto dritto dritto nella mia wish list..:

    Per Mario invece, volendo far fare il doppio carpiato all’avvocato del Diavolo, è pure vero che se si individua una relazione Causa/Effetto questa non dev’esser per forza esclusiva, soprattutto quando chi subisce un effetto, di qualsiasi tipo esso sia, è il nostro organismo che, per grossi linee, reagisce in maniera del tutto soggettiva agli stimoli.
    Se è provato che per determinati motivi il popper può portarti all’infarto non significa che chiunque usi popper muore di infarto. Stessa cosa per il Sarcoma di Kaposi ma anche per il tumore e l’ictus in relazione alle sigarette o un attacco di diarrea rispetto ad una bottiglia di latte lasciata furoi dal frigo e che decidi masochisticamente di bere.

    E non è una condanna del popper eh. Meglio dell’ attacco di diarrea…
    Basta la consapevolezza.

  9. February 7, 2008 at 10:16 pm | Permalink

    scusa, ma non riesco a trovare il libro. mi puoi dare il nome completo dell’autore? grazie,

  10. February 7, 2008 at 10:22 pm | Permalink

    mi correggo… si trova solo su amazon, usato, al simpatico prezzo di 145 dollari, come minimo!

    Edward Hooper, The River: A Journey to the Source of HIV and AIDS

    Si doveva trattare di un libro di un certo rilievo… dato che è del 2000 e ha già queste quotazioni! Superano anche i 250 dollari… tienitelo stretto che tra un po’ ci diventi milionario!

  11. admin
    February 7, 2008 at 11:10 pm | Permalink

    accidenti! Io l’ho recensito quando è uscito e perciò non l’ho pagato… cmq esistono anche un documentario e una versione tradotta … mi informo!

  12. February 8, 2008 at 8:48 am | Permalink

    nelle librerie on line non si trova nessuna traduzione… ma non sarà che era meglio farlo sparire…?

  13. admin
    February 8, 2008 at 11:25 am | Permalink

    Si beh te lo consigliavo per questo.

    A differenza della stragrande maggioranza degli altri libri “dissidenti” (per lo più di taglio scientifico o medico o fantapolitico) questo ha condotto a smentite, controdenunce e processi ad altissimi livelli nel mondo della medicina internazionale.
    Ha diviso il mondo scientifico visto che non si tratta tanto di stabilire se uno muore di AIDS perchè è siero oppure no ma di chiarire le responsabilità sulla più grande pandemia che la storia dell’uomo ricordi.
    E il mondo della scienza teme fortissimamente Hooper che è riuscito a raccogliere prove a sufficienza per incriminare mezzo mondo accademico.
    Non fosse per la decorrenza dei termini ovviamente.
    Quindi certo, solo la BBC, come sempre all’avanguardia della modernità, ha avuto il coraggio di promuoverlo col documentario che riporto oggi in homepage.

    Nel resto del mondo è stato subito insabbiato.
    I giornali che hanno provato a pubblicare hanno dovuto anticipare milioni di euro di risarcimenti e danni morali (come Rolling Stone).
    Non tutti possono permetterselo.

    Oltretutto Hooper prova che il primo caso comprovato di HIV risale al 1953 a Leopoldtown in Congo.
    Un’anno dopo l’inizio della sperimentazione sulla Polio nello stesso luogo.
    E lo fa con un campione di sangue congelato sfuggito di mano agli infermieri dell’epoca.

    Insomma, puoi essere d’accordo o no ma si tratta di un’opera giornalistica avvincente che sa mettere in dubbio molte idee preconcette.

  14. February 8, 2008 at 1:02 pm | Permalink

    sei talemente convincente e appassionato che non posso fare a meno di leggerlo… però alemeno guarderò il documentario, in mancanza di libro.

    a questo punto… mi aspetterei un interesse da parte tua almeno per il libro di Duesberg… se vuoi te lo regalo io perché ne ho una copia in più… e te lo dedico anche! Se vai a No Vat… te lo porto lì!

  15. marcello
    April 24, 2008 at 6:02 pm | Permalink

    segnalo che, sulla base delle ricerche di Hooper, è stato prodotto in svizzera un lavoro teatrale (scaricabile da http://www.biasco.ch) e che, in occasione del primo dicembre di due o tre anni fa, la tv svizzera ne ha realizzato una versione integrata dalle immagini del documentario della bbc (trasmessa in prima serata!) purtroppo non disponibile in rete.

    (+ gli ovvi complimenti per il blog, molto interessante e graficamente splendido)

  16. April 25, 2008 at 12:26 pm | Permalink

    Salve a tutti . Vorrei invitarvi a fare visita al sito Http://www.poloinformativohiv.info

    Avrete modo di accedere al forum e di poter leggere le testimonianze di molti ragazzi sieropositivi . Attenzione a certe teorie dissidenti , chi vive quotidianamente con il virus in corpo pensate non le abbia mai prese in considerazione ? Però le ha subito mollate quando i propri cd4 hanno raggiunto livelli minimi per evitare di cadere nella malattia conclamata .
    Chi scrive certi libri non ha il virus in corpo , se veramente volesse dimostrare la veridicità della propria teoria perchè non si inietta del sangue infetto e prova a campare secondo la propria filosofia ?

    Un saluto.

  17. May 9, 2008 at 12:10 am | Permalink

    Le storie degli attivisti dissidenti sono davvero molto toccanti. Mi ha colpito ad esempio quella di Ken Anderlini.
    Possiamo trovare diversi suoi interventi nell’unico, seppure ormai poco frequentato,forum dell’aids myts exposed, sito che nasce in seguito all’indubbio successo del testo di Duesberg. La sua morte, per danni cerebrali prodotti dall’hiv, è simile a quella di Mark Griffiths (compagno di Silvie Cousseau sulla quale ci ritorno dopo, morta ovviamente anche lei di aids).
    Molto noto in Francia, musicista di anche ottime qualità, subira’ un grosso colpo dopo la morte della sua compagna silvie cousseau. Viene trovato morto,nel mese di ottobre del 2004, con una bottiglia di super alcoolico ufficialmente per infarto ma da una analisi approfondita, leggendo le testimonianze dei suoi ulitmi giorni, parrebbe che il cervello non rispondesse più bene (gli amici notarono che cercava di rullarsi una sigaretta senza la cartina…) e il giornalista che lo intervistò noto’ che diceva cose senza senso e contradditorie. E’ evidente che sono i famosi danni da hiv indotti nel cervello. Credo che Mark sapeva che stava perdendo la sua guerra, la guerra di una vita con tante battaglie intraprese. Credo che avesse capito che forse l’hiv esisteva davvero, e questo, nonostante avesse da 15 anni lasciato l’alcool e avesse avuto, fino ad allora uno stile alimentare e dietetico impeccabile. La fase calante comincerà quando di colpo perderà diversi kg, nonostante cure omeopatiche… Comincerà a soffrire di stanchezza cronica e gli amici noteranno che la famosa energia, che da sempre lo aveva contraddistinto, era ormai il passato… Da persona intelligente , e soprattutto dopo la morte della sua compagna di una vita e di battaglie, smetterà di combattere. Parteciperà all’ultimo concerto rock e , per la prima volta dopo 15 anni, si farà l’ultima bevuta e morirà da solo, rileggendo i suoi 20 anni da dissidente che eroicamente, come chi ormai nn ha nulla da perdere, brinderà alla sua vita, intensa e vissuta da combattente. Morira’ in solitudine consapevole, un pò come il cane invecchiato che sa di essere arrivato all’ultimo giorno, saluta il padrone, e condivide i suoi ultimi momenti da solo perché nella vita non abbiamo certezze a parte la triste legge : si nasce e si muore da soli.

    Sylvie Cousseau la trovate nel testo della Maggiore “Aids : e se fosse tutto sbagliato?” oppure nella rivista Continuum, il periodico dei dissidenti aids il cui ultimo nr uscirà nel 2001, anno in cui morirà di Aids il suo editore , Huw Christie Williams, sieropositivo dissidente amico di Duesberg, a 41 anni. Morirà egli stesso di Sarkoma di Kaposi. La Cousseau pare prendesse molte vitamine e partecipasse alle scuole di preghiera…. long servivo, muore nell’intervallo 10-15 anni dei long survivor di patologia aids correlata.. http://molbio.med.miami.edu/HIV-Aids/stories.htm

    Nota anche la storia di Raphael Sabato Lombardo : viene citato nel libro di Duesberg come tra quelli che non hanno creduto che l’hiv causa l’aids. Il titolo della lettera, pubblicata per intero nel suo famoso libro, è “la mia vita sensa azt!. La lettera credo venga scritta nel 1996 e parla di un omosessuale di origine italiana al quale viene diagnosticata la sieropositività 10 anni prima. Sucessivamente alla pubblicazione del libro, Lombardo verrà invitato da Tabo Mbeky insieme a Duesberg per trovare una soluzione ai sieropositivi africani. Morirà un anno dopo di patologia aids correlata (anche qua non si sfugge al periodo di latenza 10-15 anni dei long servivor).

    Sempre di Aids muore Jack Levine, assiduo frequentatore del forum aids myth exposed, che in diverse occasioni chiedeva sempre nel forum il motivo per il quale i sieropositivi morivano proprio delle patologie aids correlate…lui non si drogava e non prendeva farmaci…
    Ronny Burk, cofondatore del gruppo attivista ACT UP/San Francisco morira di aids nel 2003

    Michael Bellefountaine altra persona nota e combattiva, attivista e dissidente ( se fate una ricerca su google lo troverete in suoi diversi interventi scritti oltre a diverse partecipazioni in piazza)…morira’ di aids il 10 maggio 2007. Credo sia uno stato uno degli ultimi dissidenti ancora in vita (dalla mia ricerca dei dissidenti storici rimane solo la Christine Maggiore, alla quale ho inviato una mail ma non ho avuto risposta)

    Kelly Jon Landis : appassionato di bicicletta, maniaco della dieta alimentare sana e della medicina alternativa, si autodefinira’ dissidente in salute”. Il suo sito è ancora attivo : http://people.tribe.net/aca8f528-05d6-44fc-898e-1e64320fd60a

    Come vedrete sul sito , l’ultimo aggiornamento è di settembre 2006. C’e’ anche la sua foto dove in apparenza è sanissimo (come lui scrive, sieropositivo da 16 anni). Di li a poco la sua condizione di salute peggiora drasticamente e morira’ di linfoma e di altre patologie aids correlata il 3 dicembre 2007. Anche in questo caso i cd4 completamente annientati e viremia enorme. Notate che i forum che lui consiglia, compreso il famoso aid$ myth exposed, ha gli interventi aggiornati al 2007, segno che l’evidenza ha ormai preso il passo (il forum nel 2007 era ancora abbastanza frequentato!!, il problema poi è che i moderatori sieropositivi sono morti di aids).

    Concludo con David Pasquarelli,(www.davidpasquarelli.com) certamente uno dei volti più noti tra i dissidenti, insieme a Ken Anderlini, Mark Griffiths e Michael Bellefountaine, tutti e tre amici, attivisti e membri dell’organizzazione act up . Una parantesi innanzi tutto sulla organizzazione negazionista act up. Nei loro incontri organizzavano dibattiti per la liberta’ di cura, la difesa degli omosessuali e ovviamente, negavano la relazione hiv aids e dicevano che l’azt provocava l’aids. Partecipando ai loro incontri, poteva capitare che attivisti morivano poi di aids , e , difronte a questa evidenza gli chiedevi cosa ne pensavano. La risposta ? Semplice “quello scopava come un riccio” oppure “quello prendeva i farmaci”. Si rifacevano al duesberg, al mullis, a kremer…
    David era davvero in gamba : persona brillante, affascinamte, carismatica dotata di raro talento artistico. Simpatica e magnetica, come solo il genio artistico sa dimostrare. All’indomani del suo test sieropositivo girovaga per due giorni nella metropoli pensando : non sono drogato, non ho mai fatto uso di droghe, non ho avuto rapporti promiscui…come posso essere sieropositivo? Di li a poco sentira’ parlare di Duesberg e leggerà il libro. Si identificherà nella missione : la truffa delle case farmaceutiche contro gli omosessuali sarebbe diventata la battaglia della sua vita. Questo accadeva il primo aprile del 1995 (il giorno del pesce d’aprile, ironia della sorte…); morirà l’otto marzo 2004 , il giorno della festa delle donne! Intanto vi faccio notare come muoiano tutti il 2003 e il 2004, e tutti apparantamente in salute fintanto che l’hiv non ha distrutto le difese immunitarie e sempre motri di patologie aids correlate dopo il periodo di latenza 10-15 anni!
    Dicevo…verra’ arrestato nel 2001 successivamente ad una denuncia per minaccie . intimidazioni e molestie contro l’autorità di polizia (in una foto del sito ad esempio c’e’ lui sorridente che viene rincorso da un poliziotto).Rimarrà in carcere 72 giorni e l’ultimo ricordo pubblico che abbiamo e l’intervista successiva al suo rilascio. Si vedono con il giornalista mentre lui mangia una bella insalata di spinaci!
    La sua permanenza in carcere lo convincerà che è la malnutrizione e la droga a causare l’aids. Successivamente alla detenzione lui è malato, anemico ma è convinto che si rimetterà presto. Ha le difese immunitarie molto basse ed è molto debole e prende quello che anni fa dalla gerarchia medica viene considerata una porcheria chimica per rafforzare le difese immunitarie : il dncb (praticamente da noi chiamato DHEA) vedi il sito http://www.thinkfree.it/poiesis/hiv/ica/xii/altre.htm e che lo prendevano i sieropositivi in aids al posto di prendere farmaci (già qui si nota la presa di coscienza della dannosità dell’hiv e soprattutto della sua esistenza : perché prendere il dhea se cmq l’hiv non causa l’aids??)
    Nell’intervista riprenderà i temi classici dei dissidenti : la repressione contro l’omosessualità e l’invenzione dell’hiv, l’aids in africa, l’attivismo politico e lo schierarsi a destra dei dissidenti…).Parlerà della sua detenzione e della causa per la quale vorrà dimostrare la sua innocenza non appena ritornerà in salute… Non ne avra’ il tempo : il suo sistema immunitario era ormai collassato! Dopo l’anemia arriverà la polmonite da pneumocisty carini (tipica patologia aids correlata).Nonostante le cure alternative e quelle classiche, come suggerito da Duesberg, cioè di combattere le patologie con i farmaci in uso classici (ma non la haart che all’inizio rifiuta seguendo Duesberg fin quasi ai suoi ultimi giorni) arriverà la meningite e lo stafilococco, micobatterio e il classico cmv. Tenterà allora la haart ma ormai era troppo tardi… Credo che anche lui, come Mark Griffits, nell’ultimo anno si sia ritrovato sperduto, senza punti di riferimento, e l’avere accettato la haart la si può tranquillamente interpretare come una pubblica ammissione della esistenza dell’hiv che causa l’aids. Mi piace pensare che qualora,( come in tanti altri casi è successo,) l’haart gli avesse salvato la vita avrebbe impegnato tutta la sua vita stessa a promuovere l’uso del preservativo, e avrebbe denunciato i vari duesberg con la stessa enfasi con cui per una vita lo ha promosso e preso a riferimento vitale…

    In sintesi : l’hiv non ha lasciato scampo a nessuno e questo nonostante uno stile di vita impeccabile.Se una prova i dissidenti volevano ora non hanno scuse. Non si è salvato nessuno. I forum dei dissidenti ormai non esistono più.
    Vita salutista, zero droghe, zero alcool, dieta alimentare ferrea, sport…Morti tutti di patologie aids correlate… Credo sia giunto il momento di fare in modo che questo esca fuori una volta per tutte. Ancora troppi giovani si lasciano condizionare dai dissidenti sia su internet che in librerie dove si parla di miti, truffe farmaceutiche e via con Kremer , Duesberg, Mullis… Di aids si muore ancora e soprattutto, di aids si muore ancora di ignoranza : usare sempre il preservativo, diciamolo a chiare lettere!

  18. May 28, 2008 at 3:02 pm | Permalink

    Scusate, ma io il libro di Duesberg me lo sono letto per poterne scrivere in un articolo su D o su Aut, anni fa. La tesi principale di quel libro, ora non vorrei dire una cazzata colossale, era che il virus dell’Hiv non esiste, secondo Duesberg. Ora, il virus dell’Hiv lo hanno fotografato con i microscopi elettronici alcune centinaia di miliardi di volte a partire dal 1988 e per poterne vedere una foto è sufficiente comprarsi una rivista di medicina scientifica dedicata all’AIDS.

    Uno degli immunologi che intervistai, mi disse: “Duesberg dice che il virus dell’Hiv non c’è. Io e gli altri immunologi che gli danno torto siamo in grado non solo di mostrarglielo in foto, ma se vuole anche di inocularglielo nelle vene e vedere poi l’effetto che fa”. Mi pare che Duesberg abbia sempre rifiutato la prova empirica.

    Basterebbe questo per smerdarlo.

    Ma aggiungo: ricordo che nel libro di Duesberg si giustificava la sindrome dell’AIDS come un risultato di uno stile di vita sregolato, ricco di consumo di popper e altre droghe del genere.

    Ora, io conosco persone che sono Hiv+ e che non l’unica cosa che usano è il PEPE, non il popper. Gente che è andata in discoteca l’ultima volta nel 2001 e che quando voleva “far tardi” significava che alle 3 del mattino era a letto. Ma oltre a ciò: si può davvero pensare, come dice Duesberg, che l’Aids sia una sindrome tipica di chi fa tardi la notte ed è gay? perché alla fine questo lui diceva. Non sono un medico, ma mi sa che nemmeno la sindrome da stanchezza cronica si ha in questo modo.

  19. May 28, 2008 at 5:52 pm | Permalink

    x Anellidifumo:

    Hai ragione.
    Anche io ho letto il libro in questione e D., come dici tu, sostenne in un primo momento la tesi secondo cui il virus non esisteva.
    Una critica molto forte al capitalismo americano anche apprezzabile se non fosse per le ripercussioni in fatto di salute pubblica.
    In questo modo tuttavia non riuscì a spiegare il perchè della caduta dei cd4 (ovvero di particolari linfociti) in un numero crescente di persone giovani e sane.

    Dunque aggiunse che è impossibile provare una relazione causale tra HIV e AIDS.
    Non fosse che una serie di patologie prima rarissime come il sarcoma di Kàposi iniziavano ad essere sempre più frequenti ed apparivano pressochè esclusivamente in persone precedentemente diagnosticate HIV+.
     Perchè?

    Un altro problema gli si presentò quando dovette constatare che alcune patologie connesse alla sindrome AIDS, prima dell’HIV, neppure esistevano.
    Mi riferisco ad esempio a particolari affezioni della retina (Jarman, lo ricordo perchè si parla tanto di cultura gay, morì cieco).

    Le tesi di D. sono oggi assolutamentei insostenibili benchè penso dovremmo salvarne la matrice critica nei riguardi della società dei consumi e l’approccio sistematico.
    Insomma dovremmo apprezzarne gli aspetti politico-umanistici.

  20. July 9, 2008 at 2:30 am | Permalink

    Ciao a tutti,
    scusate ma quando leggo Duesberg non posso fare a meno di intervenire: io sono s+ diagnosticato dal 1985 ed essendo rimasto asintomatico per quasi 18 anni mi sono naturalmente avvicinato alle teorie dissidenti, di cui ho letto i libri da voi citati ed ho anche incontrato personalmente il Dott Franchi. Le teorie di Duesberg sono state ampiamente smentite dopo il 1996 con l’introduzione della HAART. Personalmente, se mi avevano interessato, in quanto il mio contagio nel 1985 era stato considerato anomalo, non appartenendo alle “categorie a rischio” di allora, ma dopo che il mio
    sistema immunitario ha ceduto e la HAART mi ha riportato ai valori normali, non posso che avvertire di fare attenzione, riportando libri datati agli inizi degli anni ‘90, quando la gente moriva ed ogni alternativa dissidente trovava terreno fertile. Non tutti hanno una mente critica e l’Aids fa ancora molta paura. Ripeto che Duesberg è stato ampiamente smentito dai fatti.

    Invece sarei interessato a leggere The River, se qualcuno fosse in grado di darmi qualche indicazione. Il Prof Bill Hamilton, uno dei più importanti biologi evoluzionisti contemporanei, con cui Hopper collaborava per la ricerca della verità, è morto di malaria in Congo anni fa, durante uno dei suoi viaggi alla ricerca delle origini dell’AIDS. Dal poco che ho potuto apprendere, sembra che il Prof Paul Osterrieth, morto l’anno scorso, e responsabile di quel laboratorio di Kisangani (Stanleyville), dove sembrerebbe fosse stato prodotto il vaccino antipolio infetto, avesse vaccinato 1 mln di persone fra Zaire, (ora R.D. del Congo) Rwanda e Burundi. Sono a conoscenza e confermo il forte ostruzionismo e le cause legali a cui Hopper è stato sottoposto, purtroppo lui è un giornalista e dopo la morte del Prof Hamilton non rimane che quel libro, per questo mi interesserebbe saperne di più, oltre al fatto personale che l’HIV l’ho preso in Rwanda, quando vivevo laggiù.

  21. fabio
    August 3, 2008 at 9:31 pm | Permalink

    sul fatto del virus osservato al microscopio, non è solo D

  22. fabio
    August 3, 2008 at 9:37 pm | Permalink

    non è solo Dusberg, ad avere dubbi suul’presenza dell’aids, se andate sul sito del gruppo perth (dott.ssa) Papadopulus troverete argomenati i loro studi che spiegano del perchè quello osservato non è il virus dell’aids.
    Nel novembre del 2007 il più grande oncologo inglese Sikora ha affermato che l’aids è una malattia mediatica, gonfiata dai mezzi di informazione, e per lui non è vero che siamo tutti a rischio, escludendo l’Africa sarebbero solo omosex tossico, e prostitute a rischio; Sikora (non è un dissidente) ma pone dubbi e interrogativi.

  23. fabio
    August 3, 2008 at 9:40 pm | Permalink

    secondo il gruppo perth (dott.ssa Papadopulus) quello osservato al microscopio non è il virus dell’aids
    andate sul sito del gruppo e troverete i loro articoli

  24. January 11, 2009 at 12:45 am | Permalink

    La posizione dei dissidenti: … portano alla malattia e/o alla morte per AIDS .
    A tutti quelli che sono cascati in quelle idiozie…salutiste……..
    HANNO SEMINATO SOLAMENTE MORTI!!!
    Non ho mai letto il libro di Duesberg ….A distanza di 15 anni circa sono praticamente tutti morti.
    Ultima erede la Cristine Maggiore.(morta anche lei)
     ciao

  25. aakash
    May 23, 2010 at 11:33 am | Permalink

    come mai io leggo il tuo post e tu non leggi il libro? ti fermi al titolo?
    la truffa del aids , il suono del titolo è da “strilloni” , sono daccordo.
    Ma una filippica sul metodo scientifico sembra solo un promo alla haart.
    “la haart ha decuplicato le aspettatice di vita….”
    Io lo capisco che come nelle sette ci si cerchi di far coraggio , ma tanto per conoscenza il libro in questione pone degli interrogativi interessanti ed in un secondo tempo espone una teoria personale , quella del professor Duesberg , e di migliaia di firmatari che vengono chiamati “dissidenti”.
    Ora , questi ” dissidenti ” praticamente epurati dalla cricca scientifica , lo fanno per dar noia? .
    Qualcunoricorda le polemiche sulla natura del aids , molto giustamente , nel libro è pubblicata con rilievo al fotoritocco apllicato , la famosa fotografia che pose fine alla polemica ( 4 anni ) tra Gallo e Montaignè.

  26. aakash
    May 23, 2010 at 11:43 am | Permalink

     — -> con quella foto i due professori , che si sputtanavano pubblicamente , per acquisire i diritti intellettuali e le derivate rendite , dell’isolamento della molecola causa.
    Improvvisamente su una foto ritoccata ( una proteina passata sotto photoshop) si accordarono , ottenendo entrambi il riconoscimento tanto ambito e entrando sul libro paga della ditta che allora produceva i primissimi cocktail , in seguito l’AZT ( di cui si legge ancora nei vecchi blog che ” decuplicava le aspettative di vita etc,” )
    Non prendiamo per buono il libro che avversa la haart , ma nemmeno la haart , credetemi che sia o meno l’hiv responsabile della sindrome o no cambia poco , è importNTE L’EFFICACIA in questo hai ragione; Ma sapere che la stessa potenza multinazionale che ha avvelenato 10000 bambini in africa ( report sito , sezione farmacologia e speriemntazione) , prodotto viagra e AZT , e dichiarato introiiti superiori a qualsiasi altra azienda , di qualsiasi settore , producendo medicinali per malattie neonatali. e non solo : sapere che l’anno precedente la messa in commercio diei primi prodotti anti hiv è stato l’anno di massimo declino economico per il settore dell’immunologia tutta ,pone solo dele domande , e non c’è alcun obbligo di abbracciarne gli assunti o di screditaRE tutta la moderna scienza medica .SEMPLICEMENTE quello che vale per le medicine riguardo la loro efficacia non si può travasare nelle idee , opinioni o teorie.
    A proposito , essere sieropositivo e tenersi informati non ci rende dei novelli Pasteur.
    Con tutta la capacità di portare fortuna .
    aakash
    p.s. Tant(R)a luce*

2 Trackbacks

  1. May 9, 2008 at 1:50 pm

    […] ha risposto ad un mio vecchio post sulle teorie dissidenti con un commento tanto ben documentato che ho pensato di pubblicarlo in home page. Spero che […]

  2. July 11, 2008 at 3:28 pm

    hpfbzwzk…

    hpfbzwzk…

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