Tra lavoro precario, immobili in affitto, mancanza di una regolamentazione delle unioni, insostenibilità della prole, HIV… la parabola del no future sembra sia saltata giù dalle magliettine dei punk ed esiga ora la sua porzione di verità.
Un pò come tutto quello che ci scriviamo addosso; prima o poi torna e ce fa il culo.
Le t-shirt sono il più incredibile fossile della cultura pop.
Il no future ovviamente è più vero per quelle fasce che un tempo si definivano proletarie ma che oggi non sono più nella condizione di produrre prole e che, per questo, sono state trasferite concettualmente nell’area “borghese”.
Quante volte lo avete sentito?
“Oggi siamo tutti borghesi”
Ecco… in Italia siamo tutti borghesi, solo che poi c’è una borghesia debole e una forte.
Due livelli che hanno lo stesso nome.
Invece esistono lingue in cui la parola “borghese” non esiste.
Ad esempio in inglese puoi dire “middle class” ma borghese no.
E se proprio vuoi dirlo, devi dirlo in un’altra lingua, il francese “bourgeoisie”.
Segno che gli americani non amano i concetti astratti e che, se possono, aggirano l’autocritica anche a livello lessicale.
Perchè alla fine la democrazia si fonda sull’autocritica e, per il sistema produttivo statunitense (ovvero per il nostro), la democrazia è lenta.
Oggi un paio di tipi sulla chat mi chiedevano proprio questo.
“Non è così problematico essere positivi no?”, “E’ un pò come il diabete…”
Eh beh isomma no… non è la stessa cosa anche se parecchi di quelli che oggi sono positivi, come i diabetici, se so ammazzati de pere tutta la vita.
Per me la sieropositività è un pò uno scrollarsi di dosso il futuro, è un esistenzialismo a progetto che, non fosse smentito tutte le volte dalla bilancia, mi farebbe sentire più leggero.
Ora che un sistema di istruzione sempre più tecnico ha spostato il passato nell’inconscio, ci controllano attraverso il futuro; un luogo dipinto oramai più come una minaccia che come una speranza.
E verranno le guerre nucleari, e il terrorismo internazionale, e i cinesi conquisteranno l’universo, e diventerai brutta e cessa, e avrai un tumore, e verrà Berlusca…
Poi si meravigliano che nessuno ci vuole andare nel futuro.
Vaffanculo.
Liberiamoci dal futuro; il futuro è a metà tra una trappola ed un posto di merda.
E magari il tempo che verrà ci risparmierà quel destino artritico che ha regalato alle intelligenze dei nostri genitori, di chi ci governa e di chi discrimina noi sieropositivi come fossimo appestati di un male morale prima che fisico.
Tranquilli, qualunque male sia è un male che non ha futuro.



2 Comments
ehm… temo che con questo commento mi beccherò un sonoro vaffa… ma se sei tu a mandarmici, penso di poterlo accettare.
non so quanto tu sia interessato/informato sulla legione di medici, scienziati e ricercatori che non sono molto convinti dell’affaire aids, ma di questo se vuoi parleremo a tempo e luogo, magari per email o dal vivo. in ogni caso, se hai tempo e voglia posso suggerirti di leggere un interessante saggio di Franchi - De Marchi intitolato “la grande truffa dell’aids” nel quale è contenuto a sua volta un saggio molto efficace sul ruolo delle malattie infettive nelle paure della società moderna… ecco e adesso sono qui, tutto orecchi…
A cosa è mai servito il futuro se non come pretesto per le cazzate perpetrate nel presente?
*Qualcuno* arriverà a dirmi che vista l’età posso permettermi un discorso simile. Io sto ragionamento non l’ho mai capito. Anzi, certamente mi son sempre orgogliosamente rifiutato di capirlo.
Anyway se domani mi parte un embolo, vado sotto un tram o scopro che devo crepare faglielo presente tu ai coglioni.