Per due motivi siamo vivi: per liberarci e per liberare.
25 Aprile: stretti all’equivoco focolare di Facebook a picchiettare solidarietà sul pianoforte della tastiera.
Per due motivi siamo vivi: per liberarci e per liberare.
Ogni parola in più è per salvare dalla noia un paese che non è mai stato liberato.
L’Italia cari miei non è mai stata liberata.
Con la bocca piena di libertà, orde di piccoli dirigenti senza lavoro mettono in ognuna delle loro speranze una nuova illusione e delle libertà per cui crepano sanno poi difficilmente cosa fare.
Ma la liberazione altro non è che un’atto d’amore per tutto ciò che c’è ancora di vero in quello che siamo, in quello che vogliamo; è seguire la propria stella con curiosità ed abbandono fosse pure in fondo al racconto, nell’allegria della fine del mondo.
Così vi auguro un 25 aprile da persone libere.
Lo auguro a tutti, a quelli di sinistra e a quelli di destra; perchè l’idea che la liberazione sia una cosa di sinistra è la prima catena da rompere per tirare fuori dalle belle parole un germoglio di verità.


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