La mia amica omofobia

Onora il tuo amico omofobo.

Pride, World Pride, Pride Nazionale, Arcigay, Arcilesbica, Arcitrans, DGP, Mario Mieli, Gayvillage, AUT, GayHelpLine, Libellula, Gay.it, Gayroma, tavoli di trattative, case editrici, centri di accoglienza, case famiglia, pubblicazioni, autoaiuti, counseling, larga parte del cinema e della letteratura a tematica LGBT, giornate mondiali, strategie di partito, gadget, magliettine, cotillions…

Cosa hanno in comune?
Ve lo dico io: in assenza di omofobia i loro affari colerebbero a picco.

Beh si, è una constatazione banale.

Tutto sommato e’ scontato che la lotta all’omofobia esaurisca l’orizzonte motivazionale di tanto attivismo LGBTQ.
Nulla di male, per carità… solo che faremmo bene a ricordarcelo quando parliamo di strategie, di comunicazione, di prospettive a lungo termine.
Dovremmo lavorare sul paradosso invece di ficcare la testa sotto la sabbia.

E la stessa considerazione è applicabile a tutto il pantheon del politico-salvifico, dalle agenzie UN per gli MDG[1. Millennium Development Goal, l’abbattimento della soglia di povertà entro il 2015.], alla difesa dell’ambiente, al vaccino per l’HIV.

Prendiamo il vaccino per l’HIV.
Quante volte ci siamo scagliati contro gli interessi delle multinazionali senza considerare gli interessi dell’indotto?
Anche qui, la crescente professionalizzazione dell’attivismo politico ha creato una situazione di paradosso per cui i paladini della giustizia sociale sono coloro a cui meno questa giustizia conviene.

Mi diceva Helena che una cosa simile le balenò in testa quando, all’indomani dell’abolizione della leva obbligatoria, la Lega Italiana Obiettori di Coscienza, invece di brindare, scioperò.

Così, mentre ti arrendi alla furia del romeno omofobo, ricorda che se c’è una minoranza che deve rispetto alla Romania, questa è la comunità omosessuale.

Grazie fratello omofobo!

Share 2,830 views

25 Comments

  1. July 17, 2009 at 3:24 pm | Permalink

    Mettere ogni singolo tassello del variegato movimento GLBT italiano in un unico grande calderone è già sintomo di pressapochismo e di povertà del ragionamento.
    Partendo da questa premessa sbagliata (il movimento GLBT è tutto uguale) si arrivano a conclusioni sbagliate (a tutto il movimento GLBT fa comodo l’omofobia).
    Se avessi parlato del DGP sarei stato perfettamente d’accordo, ma dire che “ogni cosa che esiste nel movimento GLBT” - mettendoci in mezzo Gay Pride, case editrici, cinematografia e chi più ne ha più ne metta - trae un beneficio dall’omofobia è una perversa dietrologia paranoide degna del miglior filosofo (Il lavoro porta benessere. L’omofobia porta lavoro al movimento GLBT. L’omofobia porta benessere. Non è difficile, lo abbiamo studiato tutti in prima liceo)!
    Per far crollare tutto il ragionamento, si usa il metodo che si usa anche con i filosofi di cui sopra, che crepavano cadendo nelle buche nel terreno perché erano troppo presi a pensare: si ritorna coi piedi per terra.
    Non è detto che se una cosa “suona tanto bene”, come alcuni trucchetti stilistici filosofici, allora E’ VERA, altrimenti avremmo provato una volta per tutte che Dio non è onnipotente: può Dio creare una pietra così pesante da non riuscire a sollevarla?

  2. July 17, 2009 at 7:42 pm | Permalink

    Beh ma Matteo caro, se è così facile far crollare il mio ragionamento perchè non lo fai crollare?

    Io dico solo che “tanto attivismo” (ancora una volta non ho mai scritto “tutto”, ho scritto “tanto”) riceve sovvenzionamenti in relazione ai propri obiettivi.
    Venissero a mancare questi obiettivi verrebbe a mancare la giustificazione ideologica di molta politica, di molta arte, di molte imprese.

    Scusami ma proprio non riesco a capire cosa si possa contestare in una affermazione del genere.

    Inoltre non dico che bisogna fare solo questa considerazione. Dico che bisognerebbe considerare ANCHE questo paradosso quando parliamo di omofobia.

    PS. Solo per puntualizzare… il sillogismo che proponi non è del tipo “Socrate è un treno” e stà perfettamente in piedi.
    A volerlo invece fare del tipo “treno”, dovremmo dire “Il lavoro porta denaro. L’omofobia porta denaro. Il lavoro è omofobia.”; il che appunto non sta in piedi.

    Ma questo lo dico solo così per rompere i coglioni.
    In realtà il mio discorso è molto concreto (a differenza di come lo prospetti tu).

  3. July 17, 2009 at 7:48 pm | Permalink

    Per curiosità… perchè scrivi “Se avessi parlato del DGP sarei stato perfettamente d’accordo”?

  4. July 18, 2009 at 3:12 am | Permalink

    Vuoi che faccia crollare il tuo ragionamento? Fede caro, mi prendi in giro. Federico è già capacissimo da sé a far crollare il suo stesso ragionamento. Già Federico conosce tante ragazzi e tanti ragazzi che non sono assolutamente interessati a guadagnare nulla, nemmeno visibilità personale, nel lottare per i propri diritti. Sappiamo benissimo entrambi che parli così perché godi a sembrare stronzo e trasgressivo, quando sei un pezzo di pane (porco come me, ma un pezzo di pane). :p
    “ancora una volta non ho mai scritto “tutto”, ho scritto “tanto””
    Eh fa che avessi scritto pure tutto! Non lo so, che manca al tuo elenco generalista?
    “Venissero a mancare questi obiettivi verrebbe a mancare la giustificazione ideologica di molta politica, di molta arte, di molte imprese.
    Scusami ma proprio non riesco a capire cosa si possa contestare in una affermazione del genere.”
    Che molta politica, molta arte e molte imprese non vedrebbero l’ora che venissero a mancare questi obiettivi.
    Federico, tu non sei come vuoi far sembrare. Tu viaggi. Tu hai visto coi tuoi occhi come il movimento GLBT in Olanda campa perfettamente anche senza dover combattere quotidianamente l’omofobia.
    Una comunità vive felice e contenta (e ricca) anche senza doversi stare sempre a parere il fianco.
    A cosa servirebbe il Gay Pride finita l’omofobia? A festeggiare e commemorare. A cosa servirebbe una casa editrice che predilige libri gay? A quello che serve una casa editrice che predilige scrittori arabi o scrittrici femministe.
    La cultura gay basta e avanza per far guadagnare alla comunità. Ecco dove il tuo ragionamento non regge, ma lo sai bene anche tu.

  5. July 18, 2009 at 3:15 am | Permalink

    Il DGP nasce per far pagare le multe milionarie della Battaglia. Ecco perché il tuo ragionamento-non-ragionamento filerebbe riguardo al povero DGP.

  6. July 18, 2009 at 3:18 am | Permalink

    “Il lavoro porta denaro. L’omofobia porta denaro. Il lavoro è omofobia.”; il che appunto non sta in piedi.
    L’omofobia porta denaro. Il lavoro porta denaro. L’omofobia è lavoro.
    Ecco che sta in piedi. ;)

  7. July 18, 2009 at 11:10 am | Permalink

    No ninè non sono d’accordo.
    Inoltre non ne faccio un discorso solo economico; ecco perchè per esempio la critica al DGP non mi convince.
    Il DGP non è diverso da Mieli o Arci o boh… Ozpetec.
    Tutti trovano nella lotta all’omofobia la giustificazione ideologica alle proprie attività e al loro esistere.
    E per lo più anche la motivazione del proprio pubblico.
    Questo ho scritto e questo non mi pare davvero contestabile.

    Riguardo invece alla critica che trovo sensata, l’Olanda, te la rigiro proprio come un esempio di quello che sostengo.
    Ancora una volta gli affari dei commercianti di Amsterdam, se il fumo non fosse vietato nel resto dell’Europa, subirebbero un tracollo.
    Ai commercianti di Amsterdam la liberalizzazione non conviene affatto.
    Lo stesso vale per il quartiere a luci rosse e lo stesso è già successo per la scena gay che è appunto degenerata orribilmente da quando, per scopare in una dark o comprarti il popper, non hai più bisogno di arrivare in Olanda.
    La Amsterdam di oggi vive solo del mito di ciò che era ma non è più quella di una volta.

    Riguardo al sillogismo ancora una volta il modello “Il treno fischia, Socrate fischia, Socrate è un treno” è di tipo A:B, C:B, A=C dunque quello che fai tu è un pò na truffa e nun va bene ;)

  8. July 18, 2009 at 12:34 pm | Permalink

    A me sembra che il ragionamento di federico sta in piedi benissimo. Come ha anche precisato non è generalizzato sul “tutto” ma sul “molto” quindi regge. E’ proprio l’esempio che ha portato, della lega OdC che ha scioperato all’epoca dell’abolizione della naia, che la fa stare in piedi.
    Fate l’esempio dell’olanda: bene pensiamo un attimo alle campagne sociale contro l’omofobia e la discriminazione. vengono fatte anche lì e sono basate sull’idea “abbiamo molto ma non abbiamo tutto”.
    Questo ovviamente non vuol dire che l’omofobia sia il bene, è un semplice dato di fatto. In assenza di omofobia, bisogna ammetterlo, ci si troverebbe anche ad avere meno visibilità e meno obbiettivi. Magari a non averla quella visibilità, d’accordo, ma tant’è!
    Sulla “cultura” il discorso, forse, è più complesso. e’ vero che senza l’omofobia la cultura rimarrebbe, gli scrittori, la cinematografia ecc… ma non rimarrebbe tutta. in questo rientra anche nella cultura il paradosso di Federico.
    Poi, ovviamente, come tutti i paradossi è esagerato, sa va sans dire!

    PS: per rimanere all’Olanda: le droghe leggere sono state l’uovo di Colombo per Amsterdam dove arrivano migliaia di turisti ogni giorno proprio perchè lì si possono fare le canne alla luce del sole e in altri posti no. senza il “proibizionismo estero” quella quota di mercato crollerebbe. banalmente vero, anche perchè, altrimenti, ad Amsterdam non ci vai in vacanza più di una volta nella vita, o sbaglio?

  9. July 18, 2009 at 12:35 pm | Permalink

    tanto per alzare un po’ di polemica: Matte’ ma non ti suona strano che non sei mai d’accordo con nessuno? :P

  10. July 18, 2009 at 4:49 pm | Permalink

    Andrea: Veramente credo che io e Federico andremmo d’amore e d’accordo sulla maggior parte degli argomenti al mondo.
    Ero d’accordo col suo articolo su l’Arcigay, quello sul Roma Pride, sono d’accordo sulla sua visione della libertà sessuale.
    Non trovo costruttivo scrivere commenti tipo: “sì”, “è così”, “bravo”.
    Ho sempre detto che troverei molto noioso un mondo in cui tutti la pensano come me e ci sta anche il fatto che io adoro discutere…ovviamente solo ed esclusivamente con gente elegante e bbbona come te e Federico.

    Tornando a noi, ribadisco che Fede abbia generalizzato in maniera vaga e demagogica, citando almeno gli elementi principali del movimento GLBT, dunque ripararsi poi dietro la scusa che c’era scritto “tanto” e non “tutto” è una paraventata.
    Tra l’altro, per fare il pignolo ed essere ancora più irritante, “tanto” viene usato per constatare la quantità citata precedentemente e non per definirla, il che è molto ambiguo e può dare adito a interpretazioni diverse.
    Esempio: “Gatti, leoni, zebre, serpenti, lucertole, balene…
    Sono tanti gli animali brutti.”
    Questa frase fa credere che un po’ tutti gli animali siano brutti.
    “Tanti animali sono brutti.”
    Questa frase ci dice solo che “tanti” animali, non sappiamo quanti, sono brutti. Non specifica oltre, dunque si potrebbe anche solo parlare di quattro specie.
    Te capì?
    A parte questo, io credo che la quasi totalità degli attivisti gay vivrebbero molto meglio senza essere visibili “grazie” all’omofobia.
    Non confondete Mancuso, Ferigo o Marrazzo con Carlo Rossi di 18 anni che milita all’interno di un’associazione di Sassari o Maria Bianchi di 24 anni che scrive articoli per il gruppo GLBT della propria università.

  11. July 19, 2009 at 10:45 am | Permalink

    Mattè guarda che nessuno qui confonde Mancuso con Carlo Rossi e Marrazzo con Maria Bianchi.
    Come ho già detto i paradossi, per definizione, sono esagerati ma non vuol dire che siano anche sbagliati, non trovi?

    PS: ovviamente quella di prima era una battuta/provocazione e non meritava nemmeno risposta! :P

  12. July 19, 2009 at 4:32 pm | Permalink

    Andrea, non basta mettere uno smile per rendere meno acide le proprie affermazioni.
    Comunque forse dovresti coordinare con Federico le risposte, per seguire una linea comune, dal momento che l’autore del post mi sembra descriva in maniera diversa il suo ragionamento: “Il DGP non è diverso da Mieli o Arci o boh… Ozpetec.
    Tutti trovano nella lotta all’omofobia la giustificazione ideologica alle proprie attività e al loro esistere.
    E per lo più anche la motivazione del proprio pubblico.
    Questo ho scritto e questo non mi pare davvero contestabile.”
    Lui FA di tutta l’erba un fascio, non c’è “tanto” movimento come ha scritto, intende proprio “tutto”.
    Le parole che non lasciano spazio al dubbio e che sono giudizi perentori e taglienti sanno ben poco di paradosso provocatorio e più di regola o dogma.
    “Come ho già detto i paradossi, per definizione, sono esagerati ma non vuol dire che siano anche sbagliati, non trovi?”
    Se un giornalista cita un numero “esagerato”, perché basso, di partecipanti a una manifestazione di colore politico opposto a quello del suo giornale, sta citando un numero sbagliato.

  13. July 19, 2009 at 4:33 pm | Permalink

    Mi auguro comunque che in futuro saprò riconoscere correttamente le tue battute/provocazioni, ma per prudenza credo adotterò la tendenza a non risponderti.

  14. July 20, 2009 at 12:18 pm | Permalink

    Matte’ ma che davvero credi che fosse una cosa seria??? Non ci voglio credere!

    secondo poi: perchè dovrei concordare le risposte con Federico? Che siamo una persona sola?
    Oltre tutto lo stesso Federico cita e dichiara il paradosso: “Dovremmo lavorare sul paradosso invece di ficcare la testa sotto la sabbia”, e ancora due o tre volte dopo nel post… Così, giusto per dire!

  15. July 20, 2009 at 2:37 pm | Permalink

    Credici.

    Il “paradosso” di cui Federico parla non sono le sue stesse parole, è l’assurdo che descrive.

    O mi hai preso per tonto, o stai difendendo Federico a spada tratta per puro sport senza neanche aver letto bene il post.

  16. July 21, 2009 at 2:41 pm | Permalink

    Federico, ma questo non era l’articolo in cui avresti dovuto chiarire la tua posizione sulla “libertà di odiare”?
    Perché l’ultima domanda che ti ho fatto su Facebook è rimasta insoluta: perché sdoganare la violenza psicologica mentre sei contro la violenza fisica? Non è libertà d’espressione anche quella?
    E se ci dev’essere libertà d’espressione in qualunque contesto e senza il minimo controllo, nemmeno regolato dalle più basilari regole della convivenza civile e senza curarsi di danni a terzi, allora esiste anche la libertà di limitare i diritti degli omosessuali? Dunque possiamo anche smantellare il movimento e andarcene tutti a casa?

  17. July 21, 2009 at 5:29 pm | Permalink

    Vedi Matté… essendo questo il mio blog, mi riservo la libertá di scegliere io quello di cui scrivere ;)

    Poi trovo evidente che abbiamo il diritto di odiare o amare chi ci pare e non penso valga la pena scriverci un post.
    Peró, a sentire te, pare che molte cose che a me sembrano scontate non sono poi cosí banali.

  18. July 21, 2009 at 10:14 pm | Permalink

    Invece, appena ho tempo, scriverò due righe su Kaletra e proverò a spiegare la mia posizione sulla libertà di espressione in modo il più possibile chiaro e tranquillo.”
    “Poi trovo evidente che abbiamo il diritto di odiare o amare chi ci pare e non penso valga la pena scriverci un post.”
    Dov’è andato a finire Andrea? Devo dirgli di chiamare la Neuro Deliri.

  19. July 21, 2009 at 11:56 pm | Permalink

    Io scrivo ciò che voglio e mi riservo il diritto di valutare cosa scrivere o meno.

    Se il prossimo post lo voglio fare sulla mortadella lo fo sulla mortadella indipendentemente dal fatto che te lo abbia anticipato una settimana fa su facebook o meno. D’altra parte, prima di scrivere qualcosa io ci penso un pò su e di solito mi allaccio a fatti di cronaca per esempio.

    In questo caso ho appunto pensato che l’unica cosa su cui valeva la pena scrivere due righe, tra quelle che avevamo discusso su facebook, stava in questo paradosso di cui parlo qui.

    Il resto l’ho già scritto mille volte, è quanto di più scontato possa frullare nella mente di qualsiasi anarchico e penso sia così largamente condivisibile che non è il caso di imbrattarci le pagine di kaletra su cui vedo meglio l’eccentrico che il banale.

    Su una cosa però stiamo certi, scriverò della libertà di parola quando penso sia più opportuno ed in modo da non continuare ad alimentare questa polemica sterile.
     Fullstop.

  20. July 22, 2009 at 2:01 pm | Permalink

    Tu puoi essere marxista, anarchico, situazionista, Mao, Lin Biao, tu puoi leggere il libretto rosso, ma tu puoi fare tutto quello che vuoi! Tu non sei un cavallo! Tu sei un cittadino democratico, e io ti devo rispettare.

  21. July 24, 2009 at 5:54 pm | Permalink

    Non fate del male a Matteo, è la mascotte mia. Cacacazzi come pochi, ma pur sempre la mia mascotte.

  22. July 24, 2009 at 7:39 pm | Permalink

    Io sono un animo romantico e delicato… ti pare che potrei fare male a qualcuno?

  23. pio
    July 27, 2009 at 11:47 pm | Permalink

    ecco, appunto, romantico e delicato….
    volevo dirlo io

  24. July 28, 2009 at 2:49 am | Permalink

    Loro mi hanno fatto o mi avrebbero potuto fare del male? Che punto di vista bislacco!
    A me sembra si siano arrimpicati sugli specchi con risposte da Azzecca-garbugli.

  25. Karri
    March 31, 2013 at 3:29 am | Permalink

    With the proper equipment and ingredients, you can make homemade pizza that tastes
    a thousand times better than what you’ll find at your favorite restaurant. You can often buy these at home improvement stores, in the outdoor grilling sections. Lay the dough on the tray or baking sheet, then dimple the dough until it’s
    a thick, flattened circle.

One Trackback

  1. Kramer auto Pingback[…] come and go, Kaletra is forever. La mia amica omofobia 2 weeks […]

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*