E chiamiamola ogni tanto col suo vero nome la “democrazia”, chiamiamola se vuoi “demagogia”.
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It was a very good month. Dig in. Every entry is a classic.
E chiamiamola ogni tanto col suo vero nome la “democrazia”, chiamiamola se vuoi “demagogia”.
Questo confronto tra programmi é un pó come l’agonia di Alitalia. Tra la massa di giornalisti venduti (cfr. Repubblica), la magistratura PD-ina (cfr. la notizia della soluzione del processo G8 a pochi giorni dal voto) e le cazzate a getto sparate dai candidati, piú i giorni passano piú il Cuppolone si avvicina al commissariamento.
Secondo Round: emergenza abitativa e tasse. I due candidati hanno in comune una moderata fede in Dio ed una smodata fede nel Federalismo Fiscale.
Primo Round: il lifestyle dei gay e il decoro urbano. Ieri ho telefonato alla mia amica Paola, tutta indaffarata nel suo master di Tai-chi a Milano. Ha ancora una settimana di pace. Una volta a Roma la metto su un marciapiede con l’ultima edizione di Portaportese e se non torna la sera con un affitto decente […]
Rutelli ha uno splendido bambino, magari con la pelle chiara come la neve e biondo di quel biondo un pó cenere che ti dice “abito a Romanord, faccio colazione da Euclide e sono ricco da fare schifo”. Poi ha tre bambin* adottiv* pagati per lo piú con i soldi dei nostri parcheggi e dunque, in un […]
Continuo a leggere in giro per i blog post del tipo: “Abbiamo perso” o “Una sconfitta terribile per noi froci”. Ora rispetto a questo mi piacerebbe sapere tre cose: cosa avremmo vinto se non avessimo perso? come abbiamo fatto a perdere se non abbiamo partecipato? che ne è della Concia?
Cristiana Alicata temeva un pareggio. Invece pare di no; l’Italia è orfana di un emisfero, il sinistro, quello che governa le capacità analitiche, e rimarrà in balia del sesso, della passione e della recessione per i prossimi 5 anni.
Chi si ricorda i Portishead? Si, sono i discepoli dei Talk Talk che, azzardando una fusione a freddo tra trip-hop, beat e folk singing a la Fairport Convention, ci regalarono “Dummy”, uno degli album più sghici degli anni ‘90.
Sono di Roma. Anche GayToday è di Roma e forse per questo vi ammorbiamo più del dovuto con le baruffe nostrane.
Berlusconi ed il suo vice Veltroni ci hanno sommerso di promesse. Sino a prova contraria, promesse senza copertura di budget. Ci hanno anche spiegato il loro progetto politico in modo semplice e chiaro: il Pdl al parlamento, il Pd al senato e Silvio Presidente della Repubblica.
Torno a casa ieri sera e indovina cosa spunta dalla casella delle lettere? Una scoppiettante erezione azzurrina ancora calda di tipografia. E’ il diario personale di Silvio Berlusconi, spedito a tutti i romani e pagato coi soldi della Mondadori. Sembra impaginato da un bambino cieco ma é pur sempre una cosa più discreta della caciara che […]
Pur sentendomi finalmente meglio non ho ancora ripreso a scrivere. Un pó perché penso che la campagna elettorale abbia calato sulla foresta partitica un silenzio tutto magico che trovo rude turbare con questioni coatte tipo “bello… ma dove li prendi i soldi?”.